«Una norma concorsuale ormai obsoleta o comunque fuori dalla realtà sanitaria, quella prevista dall’art. 28 del DPR 483/97 lettera b, per l’accesso alle dipendenze del S.S.N., che prevede l’ulteriore specializzazione nella disciplina per gli odontoiatri, senza aver contemplato alcuna deroga sulla base di reali ed oggettive situazioni consolidate».

Il Segretario Regionale aggiunto Vittorio Ricci scrive una lettera per FIALS inviata al Ministro della Salute, alla Regione Lazio, ed alla ASL Viterbo, evidenziando «come ad oggi vari rapporti di lavoro, divenuti di natura subordinata nei fatti, istaurati con il S.S.N. consentono a molti odontoiatri, ma anche a medici, psicologi ed altri laureati, di esercitare la professione pur in assenza dello specifico requisito della specializzazione. Centinaia di professionisti nel territorio nazionale che da decenni hanno maturato esperienza e professionalità sul campo, riconosciuta ed accettata anche attraverso il reiterato rinnovo dei contratti di lavoro da parte delle ASL, che oggi in virtù di norme eccessivamente rigide, rischiano di perdere il lavoro perchè dovrebbero come gli odontoiatri, specializzare la laurea specialistica gia’ conseguita.

Si tratta di lavoratori che hanno con grande responsabilità, soddisfatto le necessità delle Aziende Sanitarie prima, durante e dopo, la pandemia da Covid-19 e garantito tutte le prestazioni sanitarie richieste.

Una situazione paradossale onorevole ministro, per la quale richiamiamo la sua attenzione  affinchè  si possano affrontare tali aspetti, che angosciano anche molti  medici dei pronto soccorso italiani, che pur non essendo in possesso della specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza, continuano da decenni a svolgere  le proprie funzioni, con professionalità e dedizione al lavoro in condizioni di palese discriminazione contrattuale, economica e giuridica, rispetto ai colleghi titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

In tale contesto giova ricordare, come dopo pochi mesi dalla normativa concorsuale sopra citata, con l’art. 5 del DPR 484 /97, vennero definiti i requisiti specifici per l’accesso al secondo livello dirigenziale di medici, veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi, prevedendo la possibilità di ottenere l’incarico di direzione di struttura complessa, attraverso il riconoscimento di una anzianità di servizio di 10 anni pur in assenza di specializzazione nella disciplina. E’ evidente come in tale fattispecie il legislatore abbia giustamente voluto riconoscere nei fatti addirittura per incarichi di 2°livello dirigenziale, l’esperienza e la professionalità acquisita nel corso di tanti anni di lavoro, derogando al vincolo del solo possesso della specializzazione.

Tanto più avrebbe senso un adeguamento normativo su tale materia, se si considera anche che ormai tutti i concorsi per dirigente medico per i pronto soccorso italiani, registrano una partecipazione di candidati vicino allo zero, a causa soprattutto della indisponibilità di medici specializzati.

Un riesame della norma che allineata alla mutata realtà sanitaria, possa contenere requisiti specifici di ammissione ai concorsi per l’inserimento nel S.S.N. dei dirigenti sanitari di 1° livello, che tengano nella giusta considerazione le funzioni svolte per anni dai citati lavoratori.   Si tratta di rapporti di lavoro che si sono consolidati nella pubblica amministrazione che possono essere regolarizzati, consentendo agli interessati l’accesso alla normativa straordinaria sulle stabilizzazioni prevista dal Dlgs n. 75 del 25 maggio 2017, ponendo fine ad un contenzioso che ha avuto e continuerebbe ad avere, gravi ripercussioni sui bilanci delle Aziende Sanitarie.

Pertanto la scrivente organizzazione sindacale, confida nell’intervento autorevole della S.V. e resta in attesa di conoscere le iniziative che intenderà cortesemente avviare su quanto sopra segnalato».