covid-19

La FPCGIL Medici e Dirigenti sanitari non può esimersi dall’esprimere alcune considerazioni in merito alla situazione di emergenza che sta vivendo tutto il Paese e la sanità pubblica.
La nostra sanità pubblica è stata per anni volontariamente saccheggiata e smantellata con tagli indiscriminati delle risorse umane, delle risorse strumentali e dei posti letti, anteponendo dei meri parametri economici alla tutela della salute dei cittadini.
Contemporaneamente è stata attuata una politica di denigrazione della sanità pubblica e degli operatori sanitari che vi lavorano, affinché il cittadino digerisse meglio lo smantellamento che si stava perpetrando a suo danno.
Quindi sono stati chiusi gli ospedali, i posti letti, sono state bloccate le assunzioni cercando di non rendere più efficiente quel sistema sanitario considerato uno dei migliori al mondo, con l’obiettivo nemmeno troppo celato di favorire il nascere di una sanità privata alternativa a quella pubblica.
Ora l’ emergenza COVID-19 ci evidenzia la triste verità… mancano professionisti, medici, infermieri, ostetriche, tecnici, dirigenti e operatori sanitari, mancano posti letti, mancano perché per anni non è stata fatta una adeguata programmazione sanitaria.
In questo momento di emergenza gli operatori sanitari stanno dimostrando la loro professionalità, la loro dedizione e il loro spirito di sacrificio, non sono eroi, sono uomini e donne che hanno la stessa paura di tutti gli altri cittadini, spesso costretti ad allontanarsi volontariamente dalle famiglie per evitare di metterle in pericolo ma che non si sottraggono al loro dovere di assistenza.
Medici, infermieri, ostetriche, tecnici dirigenti ed operatori sanitari che chiedono solamente di essere messi in condizione di poter lavorare e di non essere trattati come “carne da macello sacrificabile”.
Mancano i dispositivi di protezione, quelli che sono stati distribuiti in questi giorni presso le Aziende Sanitarie sono indecenti, non conformi alla normativa, più somiglianti a strumenti di pulizia domestica che atti a difendere i nostri “eroi” dal pericolo di contagio.
Procedure operative inadeguate, purtroppo ancorate al concetto del “sospetto positivo” che non rispecchiano la realtà, chiara persino al supermercato, che siamo tutti da considerare “sospetti positivi”.
L’operatore sanitario è una importante risorsa, rappresenta l‘ultimo baluardo dell’assistenza sanitaria, deve essere rispettato, tutelato e protetto.
Ha bisogno di risorse strumentali, di essere messo in condizione di poter lavorare in sicurezza, ha anche bisogno che questo pericolo a cui si espone e i sacrifici che sta affrontando siano valutati con risorse economiche aggiuntive adeguate.
E’importante e fondamentale il sostegno che la popolazione sta dimostrando in questi giorni agli operatori della sanità ma chiediamo risposte concrete alle Istituzioni di questo Paese, risposte…. non pacche sulla spalla e panni per pulire…