Dal 1985 al 2019 i soggetti sieropositivi per Hiv nella Asl di Viterbo sono stati 1397. Durante lo stesso periodo considerato, le notifiche per Aids conclamato, diagnosticato presso i servizi aziendali, sono state 440 e, sebbene dal 2000 c’è stato un progressivo calo, il numero delle notifiche associate cumulativamente a contagio per via sessuale supera ormai il numero di quelle associate a tossicodipendenza. Pertanto, dopo il 2000, più della metà dei pazienti residenti nella Tuscia ha sviluppato l’Aids a seguito di un contagio determinato da rapporti sessuali.

 

A rendere pubblici questi dati è il Centro di riferimento territoriale per le Malattie infettive, diretto da Roberto Monarca, in occasione della giornata mondiale contro l’Aids, dal 1988 celebrata in tutto il mondo il 1 dicembre di ogni anno.

 

Il report, redatto con la partecipazione dei dottori Stefano Aviani e Serena Dell’Isola, evidenzia come, nel corso degli anni, e in particolare dal 2000 ad oggi, in linea con i dati nazionali ed internazionali, si sono notevolmente ridotte le prime diagnosi nei soggetti tossicodipendenti mentre sono aumentate e poi rimaste stabili le prime diagnosi nei soggetti omosessuali ed eterosessuali. Il contagio associato ai rapporti sessuali appare dunque, nella casistica recente, fortemente prevalente rispetto a quello associato alle sostanze stupefacenti.

 

Dallo studio prodotto dal Centro di riferimento territoriale per le Malattie infettive emerge, inoltre, che le principali patologie opportunistiche, per cui avviene la notifica di Aids conclamato, sono la candidosi esofagea e l’encefalopatia Hiv relata. E, ancora, dal 2000 al 2017 si evidenzia un lieve costante aumento delle nuove diagnosi di Hiv, rispetto al calo costante registrato fino alla fine degli anni 90. Nel 2017 e nel 2018 si è assistito a poi a una stabilizzazione delle nuove diagnosi.

 

Complessivamente, l’incidenza della infezione da Hiv e della diagnosi di Aids nella provincia di Viterbo risulta uguale a quella di Roma e a quella della regione Lazio: 2,2 casi per 100mila abitanti. Ugualmente alle altre realtà territoriali del Lazio, i casi di contagio risultano in larga parte a carico del sesso maschile (3 uomini ogni 4 nuovi casi) e prevalentemente associati alla fascia di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Inoltre, tra il 2001 ed il 2019 si è verificato un raddoppio della popolazione Hiv/Aids assistita a Viterbo e in trattamento antiretrovirale (da 79,5% nel 2001 a 97,9% nel 2019). Ciò riflette l’orientamento internazionale a favore dell’inizio precoce del trattamento con farmaci meno tossici e più maneggevoli, nell’ottica anche di una Tasp (treatment as prevention), sebbene persista il rischio di contagio per Hiv tra i residenti del Viterbese che richiede di mantenere l’impegno assistenziale e di educazione sanitaria sul territorio per far fronte a questa epidemia.

 

Il Centro di riferimento territoriale per le Malattie Infettive si trova al piano 0 del Blocco D di Belcolle. L’attività per l’utenza si svolge tutti i giorni della settimana, festivi esclusi, dalle ore 8 alle 14. Le prime visite non richiedono prenotazione né impegnativa del medico curante. L’effettuazione dei test diagnostici sierologici per Hiv e altri agenti sessualmente trasmessi (ad esempio la Sifilide) possono essere effettuati senza alcuna prenotazione, senza impegnativa del medico curante e non occorre essere digiuni. Il ritiro dei referti per Hiv effettuati esternamente al servizio può avvenire a qualsiasi ora della mattina.

 

Il Centro svolge anche attività di prevenzione, diagnosi e terapia della malattia da Hiv e di patologie correlate, garantendo l’assistenza domiciliare su tutta la provincia di Viterbo per la malattia da Hiv e per le epatiti croniche virali in fase di scompenso. Allo stesso modo, il Centro mette in campo azioni di supporto sociale, psicologico e di counseling per le infezioni da Hiv e per le altre Malattie sessualmente trasmesse.

 

L’attività specialistica infettivologica viene svolta anche presso l’ospedale di Tarquinia, il giovedì dalle ore 10,30 alle 13,30 e a Civita Castellana, presso il poliambulatorio, il mercoledì dalle ore 10 alle 14.