PROVINCIA – “Da quanto abbiamo potuto apprendere, pare che nei punti di primo intervento(PPI) degli ex ospedali di Montefiascone e Ronciglione, vengono impiegati infermieri provenienti da Belcolle, per l’effettuazione di turni anche di notte, che a causa di assenza totale o quasi di richiesta di prestazioni, si fanno un lungo sonno fino al sorgere del sole.

 

Non abbiamo ancora notizie certe sul fatto che gli stessi infermieri, indossino per la notte il pigiama o mantengano la loro divisa, ma di certo c’è che per lo stesso non far niente, o quasi, i rispettivi medici impiegati nelle citate strutture, percepiscono circa euro 48 per ogni ora di non lavoro, che equivale a dire che per un turno di guardia di 12 ore presso i suddetti PPI, detti professionisti, incassano con “sudore” circa euro 576,00.

 

Così mentre accade tutto ciò, alla faccia della ottimizzazione delle risorse umane, ci sono medici ed infermieri ed ausiliari presso il Pronto Soccorso e la Cardiologia di Belcolle, che stanno letteralmente “schiattando” e che con encomiabile spirito di sacrificio, non chiedono nemmeno di guadagnare di più, ma solo di lavorare in modo umanamente accettabile, cioè con un organico decente, per erogare una assistenza adeguata ai pazienti.

 

Ma c’è di più, di fronte alla carenza di operatori sanitari come di posti letto per i pazienti, che nella ASL Viterbo è di gran lunga superiore alle altre strutture sanitarie della Regione Lazio, si perpetuano situazioni aberranti dove in barba ai tanti disoccupati, non solo si consente ad alcuni infermieri dipendenti a tempo indeterminato di raddoppiare lo stipendio presso la Casa Circondariale di Mammagialla, ma si trovano “strane difficoltà” a dare applicazione alla deliberazione n. 170/2015, adottata proprio per una più equa ripartizione dei sacrifici, tra tutti gli infermieri idonei (56) che hanno richiesto di effettuare ore in libera professione presso la citata struttura.
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Si pongono per quanto sopra citato, a parere della scrivente organizzazione sindacale, almeno tre interrogativi che rivolgiamo alle SS.LL. e che crediamo meritevoli di una adeguata risposta:

 

1) La ASL Viterbo, può permettersi il lusso di pagare operatori sanitari che non erogano prestazioni, cioè che non lavorano?

 

2) La ASL Viterbo, ha messo in atto i controlli sulla sicurezza dei lavoratori esposti ai rischi determinati da doppi turni , da stress da lavoro correlato, dagli effetti negativi prodotti dalla eccessiva attività libero professionale sull’attività istituzionale, come nel caso descritto di Mammagialla?

 

3) la ASL Viterbo, è intervenuta per sanare palesi evidenti discriminazioni dove spesso chi lavora di più non è tutelato e guadagna di meno e chi non ha dati oggettivi di produttività nell’attività istituzionale, è spesso in vari modi incentivato e valorizzato?”

 

Vittorio Ricci
Segretario provinciale Fials

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