VITERBO – “Egregio dr. Macchitella, nella nostra precedente missiva, tra l’altro mai riscontrata nonostante l’estrema importanza degli argomenti trattati e tutti riferiti alle questioni più problematiche della Sanità Locale, si è avuto modo di segnalare la situazione dell’Ostetricia di Belcolle, praticamente unico polo dell’Alto Lazio, dove il cosiddetto “parto in analgesia” ancora non viene praticato, al contrario di quanto già attuato con successo in molti ospedali e, altro punto dolente, una sala operatoria ancora in fase di realizzazione, nonostante il bisogno di rispondere a situazioni indifferibili che spesso si presentano.

 

Oggi apprendiamo dalla Stampa che Lei, recentemente, ha stipulato un accordo con il Direttore Generale della ASL Roma/F , dr. Giuseppe Quintavalle, con il quale è stata sancita la chiusura del reparto di ostetricia/ginecologia di Tarquinia a vantaggio dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia che, in tal modo, assorbirà i 390 parti annuali praticati a Tarquinia che andranno ad aggiungersi ai 240 garantiti nello stesso ospedale della provincia romana.

 

Cosicché, dopo la chiusura dell’ostetricia di Civitacastellana, ecco un altro pezzo della ASL di Viterbo che prende nuove direzioni e va ad aumentare le potenzialità sanitarie del territorio romano per merito Suo e del Direttore Generale dr. Quintavalle, entrambi convinti, con questa inedita intesa, di garantire sicurezza ed efficienza ai numerosi utenti di un territorio tutto sommato limitrofo.

 

Una soddisfazione che, in questo caso, potrà esprimere solo il dr. Quintavalle, artefice di un bel risultato per la sua Azienda, mentre Tarquinia dovrà accontentarsi di una struttura denominata “Casa del parto”, o meglio, “Casa della maternità” che, al di là dell’aspetto familiare e domiciliare che vuole suscitare nelle partorienti, presenterebbe non pochi rischi clinici in relazione al fatto che, il presidio, così come progettato, non risponde affatto ai requisiti previsti dal DCA n. 29 del 01/04/2011.

 

Pertanto, egr. dr. Macchitella, prima ancora di impiegare risorse economiche in un progetto che fa acqua da tutte le parti, si dia priorità al potenziamento dell’ostetricia di Belcolle con un incremento degli operatori sanitari, chiamati ad un maggior carico di lavoro per l’inevitabile migrazione delle donne provenienti dalla zona di Tarquinia, si completino i lavori per la messa in funzione della sala operatoria e si faccia in modo di rendere possibile il “parto in analgesia” per soddisfare una domanda in continua crescita. Solo così anche Lei potrà manifestare la soddisfazione palesata dal suo collega della Roma F, fermo restando la soluzione di tutte le altre questioni che, ad iniziare dal pronto soccorso di Belcolle, ancora attendono miglior destino”.

 

Roberto Talotta (foto)
Responsabile del Dipartimento Sanità di FondAzione

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