Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – L’Associazione AIDO di Montefiascone ha organizzato, con il patrocinio della locale Amministrazione guidata dal sindaco Luciano Cimarello, un importante convegno sulla donazione degli organi al quale hanno partecipato illustri personalità mediche che lavorano nel mondo dei trapianti ed un folto numero di persone sensibili a questo problema, tra le quali diverse persone che hanno donato organi a seguito della perdita, in vario modo, dei propri giovani figli.

 

L’importante evento, dal titolo “La Sinergia del Dono” ha voluto commemorare la memoria della figura del tanto stimato e da tutti apprezzato Fabrizio De Santis; un operatore del campo sanitario ospedaliero del quale, per la sua sempre pronta disponibilità, per la sua alta professionalità, per la sua bontà, per la sua comprensione del dolore altrui e per la sua competenza nel lavoro di infermiere, sarà difficile cancellare il ricordo dalle menti di tutti i cittadini di Montefiascone come hanno ben sottolineato tutti coloro che sono intervenuti nella prima parte del convegno iniziando dalla figlia Giulia, ai medici G. Biancalana e R. Trapè, al sindaco Cimarello.

 

All’importante incontro, oltre i dirigenti locali della struttura come il presidente, Paolo Scoponi, hanno partecipato la Dott.ssa Marina Padovan, presidente provinciale dell’AIDO, supportati dalle interessanti relazioni del dott. Fernando Ricci, della dott.ssa Stefania Stefani, della signora Rossella Ceccantoni dell’Ufficio coordinamento donazioni organi e tessuti che lavora presso ospedale di Belcolle. Moderatrice di tutto l’incontro la giornalista Lia Saraca. Vi sono stati momenti di alta commozione specialmente nella prima parte, quando ha preso la parola la figlia di Fabrizio, Giulia, che ha narrato quanto ha vissuto nei momenti del decesso del proprio padre e le conseguenti decisioni che insieme alla madre ha dovuto prendere la decisione di donare gli organi del Padre. Tutti i relatori hanno messo in luce e sottolineato la necessità di donare gli organi invitando tutti a fare il proprio testamento biologico.

 

Con la donazione degli organi la persona donatrice, oltre a fare un grande gesto di altruismo, di amore fraterno, per aiutare a risolvere i problemi di chi ha necessità, per salvare la vita ad altre persone, seguita a vivere; il momento della morte, con la donazione dei propri organi in buono stato, diventa il momento della vita. Questo concetto è stato ben riassunto ed affermato nel titolo dell’incontro: Da una vita spezzata un’altra vita può risorgere. La donazione degli organi, è stato ancora confermato, è volontaria, anonima e gratuita; è apartitica, aconfessionale, senza scopi di lucro; tuttavia aggiunge chi ne ha fatto l’esperienza, come lo scrivente, il conoscere chi è stato beneficiato sarebbe un momento bello per vedere come il proprio caro seguita a vivere nella nuova persona. Attualmente l’AIDO conta venti sedi regionali, centouna sezioni provinciali e duemilacentoquarantesei gruppi comunali, con oltre un milioneduecentomila adesioni su tutto il territorio nazionale tenendo conto che ci sono, ad oggi, novemila cittadini in attesa di trapianto di interi organi o parte di tessuti. Il trapianto, tecnicamente, oggi non ha più limiti, si è giunti al punto che si possono trapiantare anche organi con caratteristiche diverse per cui il concetto di trapianto sta tutto nel cervello. Il donatore è colui che ha maturato questa convinzione nel proprio cervello che la centralina logistico-operativa di tutto l’agire della persona.

 

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