Anche l’unità operativa di Neurochirugia di Belcolle, diretta da Riccardo Ricciuti, pur nel rispetto delle normative anti COVID, in queste settimane è ritornata alla piena operatività, forte degli importanti numeri di attività registrati nel 2019 e che testimoniano una crescita costante della struttura.

Lo scorso anno rispetto al 2018 si è, infatti, concluso con un più 10% di interventi chirurgici e con più 47% di attività ambulatoriale, erogata nei presidi ospedalieri di Belcolle e di Tarquinia.

L’incremento numerico degli interventi chirurgici, a conferma del trend di crescita che, già nel 2018, aveva evidenziato un più 47% rispetto al 2017, si associa a un importante aumento della complessità della casistica operatoria.

Casistica che comprende soprattutto la patologia oncologica, eseguita con tecniche estremamente sofisticate quali la chirurgia da sveglio e i monitoraggi neurofisiologici e di chirurgia funzionale come la stimolazione cerebrale profonda per la malattia di Parkinson e i disturbi del movimento.

“Dalla metà del 2019 – commenta Riccardo Ricciuti – la Neurochirurgia di Belcolle collabora inoltre con specialisti neurologi provenienti da università italiane e del Regno Unito (Cambridge) per studi neurofisiologi nel trattamento dei pazienti con Malattia di Parkinson. Sono molti gli specialisti neurochirurghi e neurologi che frequentano abitualmente la sala operatoria della Neurochirurgia durante questi interventi per acquisire il know how di esperienza e di tecnica, che eroghiamo nella nostra struttura ospedaliera”.

A gennaio 2020 è stato, poi, pubblicato il percorso diagnostico terapeutico (PDTA) aziendale della diagnosi, trattamento e presa in carico globale dei pazienti con tumore cerebrale. Si tratta di un importante documento che pone la Asl di Viterbo come interprete essenziale e completo nella gestione interdisciplinare dei pazienti con tali problematiche. Con cadenza settimanale vengono effettuate riunioni multidisciplinari di discussione dei casi clinici operati o in programma operatorio, presso l’area di Neuroscienze di Belcolle. A tali incontri possono partecipare, e sono particolarmente graditi, i medici di medicina generale che seguono i pazienti presi in carico.

Dal 2019 è, inoltre, incrementato il numero dei pazienti trattati per la rottura di malformazioni vascolari come gli aneurismi cerebrali. Tali interventi possono oggi essere eseguiti grazie alla collaborazione con gli specialisti radiologi interventisti di Belcolle che operano in sinergia con l’unità di Neurochirurgia. Diversi pazienti sono stati sottoposti a trattamenti chirurgici, neurovascolari interventistici o combinati per l’esclusione dal circolo di tali malformazioni.

“Da questo punto di vista – prosegue Ricciuti – è importante segnalare la presenza di questa attività, vista l’alta mortalità dei pazienti che presentano la rottura di un aneurisma cerebrale e, quindi, la stretta correlazione tempo dipendente. Il trattamento degli aneurismi cerebrali si va ad aggiungere al trattamento di numerosi casi di pazienti con ictus ischemico attraverso trombectomia meccanica, metodica sempre più eseguita a Belcolle”.

Attualmente, nell’area di Neuroscienze, dove consistono i reparti di Neurochirurgia e Neurologia, i pazienti sottoposti a trattamenti di patologie vascolari o i pazienti sottoposti a delicati interventi neurochirurgici hanno la possibilità di essere ricoverati in specifici letti, costantemente monitorati, ad alta intensità assistenziale.

Da quest’anno è in corso inoltre una consulenza con la Asl di Civitavecchia dove prossimamente l’equipe della Neurochirurgia si recherà per effettuare visite ambulatoriali specialistiche.

“Durante la recente crisi sanitaria legata all’emergenza COVID – conclude Riccardo Ricciuti – la Neurochirurgia ha continuato ad operare tutti i pazienti che si sono recati presso il pronto soccorso con patologie neoplastiche, vascolari e traumatiche. Nelle ultime settimane sono ripresi anche gli interventi per patologie con problematiche spinali degenerative, idrocefalo normoteso e malattia di Parkinson. La ripartenza sarà caratterizzata da un incremento del numero di visite ambulatoriali anche se necessariamente più distanziate, a Belcolle e sul territorio, a Tarquinia”.