Belcolle

L’Associazione apolitica Nuova Acquapendente emette un comunicato ufficiale sulle precarietà attuali e future della locale struttura ospedaliera.

“Zingaretti – si legge nella nota – ci aveva assicurato che dal 2019 sarebbe terminato il commissariamento della Sanità nel Lazio. Ma così non è stato.

In Provincia di Viterbo abbiamo un indice di posti letto per abitanti ben al di sotto della norma nazionale. L’assistenza ospedaliera periferica è stata da tempo ridimensionata con la chiusura degli ospedali periferici di Ronciglione e Montefiascone (oggi Punto di Primo Intervento in chiusura) e la classificazione di ospedale di zona disagiata di quello di Acquapendente, con la conseguente implementazione della mobilità passiva, peraltro già molto elevata, alla quale si aggiunge anche quella specialistica ambulatoriale.

Ora anche i punti di Primo Intervento degli stabilimenti di Ronciglione Verranno declassati a semplice presidio ambulatoriale, con il conseguente grave aumento di carico del Prono Soccorso di Belcolle peraltro già in situazione di forte criticità.

E se questa è la situazione di Ronciglione e Montefiascone, altrettanto critica è quella di Acquapendente, contrariamente a quanto sostengono Sindaco e il responsabile del coordinamento clinico del predetto ospedale.

Una prima domanda che si impone riguarda i locali. Ci domandiamo perché insistiamo a pagare onerosi affitti per i locali del consultorio familiare e dell’attività di psichiatria, quando con la definitiva sistemazione di parte della struttura ospedaliera si potrebbe ovviare a tele ingente onere, concentrando così ogni attività in un unico ambiente, con notevoli vantaggi sia economici che per tutti gli assistiti.

Le criticità più evidenti allo stato attuale riguardano: a) La Radiologia ove sono presenti soltanto due medici (15 notti ciascuno in reperibilità prima erano 4); b) Al Pronto Soccorso la presenza medica è talmente limitata che in situazione di malattia o ferie in estate i medici di Medicina coprono le seguenti difficoltà con conseguente riduzione di assistenza nel reparto ospedaliero; c) L’attività di chirurgia (2 dottori) ambulatoriale, ove una unità è stata assente per malattia per mesi e non essendo stata sostituita ha innalzato in maniera esponenziale le relative liste di attesa; d) L’attività di Medicina (3 dottori per un reparto di 20 pazienti) effettua turni 8/20 tutti i giorni e la Domenica 8/14 e reperibilità per le altre ore in caso di necessità viene chiamato il Dottore del Pronto Soccorso e poi il reperibile. e) L’attività oculistica a breve cesserà (il servizio una unità medica con conseguente incremento delle liste di attesa già vicino all’anno). Questo è il vero criterio in cui si trova anche il presidio ospedaliero di zona disagiata di Acquapendente, ove alcune unità di personale infermieristico sono impegnate a tempo pieno a richiamare i pazienti che hanno prenotato appuntamenti per visite specialistiche già fissati, a causa delle continue assenze degli specialisti. In questo grave contesto sarebbe assurdo fare riferimento ad entità numeriche di prestazione come avvenuto per il Pronto Soccorso di Montefiascone e Ronciglione, e così non solo in contrasto con la natura stessa di zona disagiata del presidio, ma soprattutto con conseguente aggravio delle già notevoli difficoltà degli utenti, peraltro con percentuali notevoli di avanzata età, sempre più costretti a rivolgersi a Siena, Orvieto, Terni,, come oggi già avviene, e con conseguente incremento della mobilità passiva come già avviene per i ricoveri, atteso che la riposta del presidio di Belcolle non viene ritenuta adeguata.

Pertanto attivare ulteriori provvedimenti di riduzione assistenziale è non solo ingiusto per i cittadini, ma antieconomico sotto ogni profilo, ragione per cui la declassificazione di Ronciglione e Montefiascone deve essere evitata e si deve garantire l’indispensabile presenza medico-specialistica nel presidio di Acquapendente, già dichiarato in zona disagiata.