L’otite catarrale è un’infiammazione dell’orecchio medio che si contraddistingue dagli altri tipi di otite per le secrezioni catarrali dietro al timpano. Questa patologia rappresenta in genere una complicanza di altre patologie delle vie respiratorie superiori trascurate.

È, in genere, caratteristica dell’età pediatrica ma può colpire anche gli adulti, in particolare gli uomini, e compare più facilmente durante la stagione invernale.

L’otite catarrale, dunque, è caratterizzata dalla presenza di catarro, così come avviene per la tosse grassa e altre patologie comuni del periodo invernale. Vediamo allora quali sono i rimedi per la tosse grassa, l’otite catarrale o più in generale per far sciogliere e decongestionare il catarro.

Otite catarrale: le cause

L’origine dell’otite catarrale può essere ricondotta ad un’infiammazione o infezione delle vie aeree superiori oppure alla presenza di un’otite media acuta in via di guarigione. In generale, dunque, le cause possono essere ricondotte a virus o batteri che infettano le vie aeree.

La formazione di catarro all’interno delle orecchie può verificarsi dopo un’influenza, un raffreddore o una sinusite, tutte patologie caratterizzate dalla produzione di muco che può arrivare alle orecchie e formare catarro. Da lì in poi, sarà molto più facile per virus e batteri proliferare e dare origine ad un’infiammazione.

Cause scatenanti dell’otite catarrale possono essere anche alcune forme di allergie, come ad esempio la rinite allergica, e più in generale un sistema immunitario debole o compromesso.

Come già detto, l’otite catarrale colpisce maggiormente i bambini in età pediatrica e tra le principali cause dell’insorgenza di questa patologia nei bambini troviamo:

  • La struttura delle trombe di Eustachio;
  • L’allattamento al biberon;
  • La frequenza dell’asilo;
  • L’esposizione al fumo di sigaretta.

Otite catarrale: i sintomi

I sintomi più comuni dell’otite catarrale sono:

  • La presenza di catarro nelle orecchie;
  • Sensazione di ovattamento e di rimbombo mentre si parla;
  • Sensazione di avere le orecchie tappate o intasate;
  • Secrezione di muco denso dal condotto uditivo esterno;
  • Arrossamento dell’orecchio o aumento della sua temperatura;
  • Percezione del proprio battito cardiaco a livello dell’orecchio.

In base, poi, alla causa scatenante, possono verificarsi anche ulteriori sintomi come: otalgia, ingrossamento di linfonodi dietro l’orecchio o nel collo, prurito, nausea e vertigini, percezione di suoni simili a ronzii, riduzione dell’udito, perdita di sangue dall’orecchio, febbre, tosse, mal di gola e mal di testa, dolore durante la masticazione.

Nella maggior parte dei casi, comunque l’otite catarrale non è grave e scompare totalmente ripristinando il normale funzionamento dell’orecchio. Solo in alcuni e rari casi è possibile che l’infezione dell’orecchio si propaghi causando mastoidite acuta, petrosite o labirintite. In una ridotta percentuale di casi, invece, è possibile che l’otite catarrale comporti una riduzione permanente della capacità uditiva.

Otite catarrale: la terapia

In generale, le infezioni che riguardano l’orecchio guariscono da sole senza alcuna terapia specifica, per lo più vengono somministrati analgesici per alleviare il dolore. In caso di infezioni croniche dell’orecchio, è possibile che il medico decida di prescrivere una terapia a base di antibiotici per prevenire l’insorgenza di ulteriori infezioni. In particolare, nei bambini molto piccoli, o che presentano malattie gravi, il ricorso agli antibiotici è pressoché obbligatorio.

Per curare l’otite catarrale vengono utilizzati, in genere, farmaci quali:

  • Farmaci antinfiammatori come paracetamolo, ibuprofene o aspirina per alleviare il dolore;
  • Gocce auricolari con componenti antidolorifici e antinfiammatori;
  • Antibiotici come amoxicillina, penicellina, claritromicina e azitromicina;
  • Aerosol, a base di farmaci con cortisone che aiuta a liberare i canali ostruiti dal catarro.

Una delle terapie spesso consigliate a chi soffre di otite catarrale, in particolare negli adulti, è quella termale in quanto le acque sulfuree sono dotate di un’azione anticatarrale, antisettica, antiflogistica oltre ad una azione antiallergica.

In caso di infezioni di piccole entità, accompagnate da leggero mal d’orecchio, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali che possono aiutare a risolvere il problema nell’arco di un paio di giorni.

Tra questi rimedi naturali abbiamo:

  • Aglio: essendo caratterizzato da proprietà antibatteriche, l’aglio risulta particolarmente efficace contro l’otite catarrale. Per utilizzare l’aglio, in questo caso, occorre spremerlo per ottenerne il succo da versare nell’orecchio e far agire per alcuni minuti. Basta utilizzare giusto qualche goccia e ci si può aiutare con un contagocce.
  • Camomilla: la camomilla è caratterizzata da proprietà antinfiammatorie ed è molto utile se utilizzata per effettuare dei suffumigi volti a sciogliere il muco che ostruisce i condotti uditivi. Inoltre, l’infuso di camomilla tiepido, mischiato con qualche goccia di olio d’oliva, può essere utilizzato per inumidire un batuffolo di cotone da posizionare sull’orecchio.
  • Oli essenziali: anche alcuni oli essenziali, come l’olio essenziale di lavanda e l’olio essenziale di eucalipto, sono utili per realizzare dei suffumigi che possono liberare dal muco i canali auricolari e le vie respiratorie.
  • Sale marino: può essere utilizzato per effettuare degli impacchi per alleviare il dolore che deriva dall’otite catarrale. Gli impacchi possono essere realizzati mettendo del sale leggermente riscaldato in un panno di stoffa e appoggiandolo sulla zona esterna dell’orecchio.