TARQUINIA – A Tarquinia tutti conoscono il ruolo ed il lavoro svolti dall’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno – Onlus, nata con lo scopo di seguire le donne che hanno subito un intervento al seno e da sempre impegnata in progetti che integrino l’esperienza di chi vive o ha vissuto la malattia con le competenze di professionisti socio-sanitari ed il contributo di chiunque voglia sostenere questa causa. 

Il Comitato di Tarquinia, con la propria attività, mira alla riabilitazione fisica, psicologica e sociale delle donne che hanno affrontato un intervento per l’asportazione del carcinoma mammario, oltre che alla prevenzione ed alla conoscenza delle problematiche dello stesso.
Per fare questo, l’ANDOS offre una serie di iniziative che si susseguono nel corso dell’anno quali gruppi di training autogeno, danzaterapia, linfodrenaggio ed attività ricreative che accompagnano l’attività di sportello di ascolto e sostegno aperto tutti i giovedì dalle ore 15 alle ore 17 presso la sede di via Tagete.

Al fine di mantenere accesa l’attenzione dell’opinione pubblica sull’efficacia di una corretta prevenzione e di una precoce diagnosi per la curabilità del tumore al seno, è stato chiesto all’Amministrazione Comunale di illuminare di rosa un monumento o un edificio particolarmente rappresentativo del nostro Comune.

La richiesta è stata accolta dal Consigliere Comunale Federica Guiducci che ha interessato gli assessori Laura Sposetti e Martina Tosoni ed ha coinvolto le colleghe Marica Cerasa, Paola Monti e Stefania Ziccardi, fino a trascinare tutta l’amministrazione in questa campagna civile e sociale; così, a partire dal primo venerdì di ottobre, il mese dedicato alla prevenzione, la torre di Santa Maria in Castello sarà illuminata del colore simbolo della lotta contro questo tipo di cancro.

“Un gesto importante – dichiara la Guiducci – che si inserisce nella battaglia non soltanto medica ma anche e soprattutto culturale per sconfiggere il tumore al seno attraverso gli strumenti della prevenzione, dell’educazione in campo oncologico e della sensibilizzazione; una battaglia alla quale tutti, ciascuno per il proprio ruolo, possono dare un contributo fondamentale. Bisogna far avvicinare la gente alle istituzioni e alle associazioni. Maggiore informazione vuol dire maggiore consapevolezza, e quindi meno timore. La paura non fa rispondere la gente alle chiamate di screening ma la paura oggi uccide più del cancro, che ha molte possibilità di guarigione. Per questo invito le donne a non avere paura e a sottoporsi periodicamente agli screening preventivi con serenità. Come recita il motto dell’ANDOS – conclude – insieme non si è sole”.

Il cancro al seno colpisce 1 donna su 9, è il più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 25 per cento di tutti i tumori che colpiscono le donne.
Sebbene negli ultimi anni si sia registrata una costante riduzione dei decessi, il cancro al seno resta la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile.

La sua incidenza purtroppo è in costante crescita, tanto che si prevede che quest’anno verranno diagnosticati solo in Italia oltre 41000 nuovi casi.

Vincere la malattia è però possibile nella grande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione e all’anticipazione diagnostica.

Grazie ai progressi della ricerca nell’ambito della prevenzione, della diagnosi precoce e della cura, ricevere oggi una diagnosi di tumore al seno è molto diverso da 25 anni fa, perché la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è cresciuta fino all’85,5 per cento. Un risultato importante che consente a migliaia di donne di vivere la propria vita lasciandosi il tumore alle spalle. Ma i ricercatori non si fermano, sono al lavoro ogni giorno per aumentare questo numero sempre più, con l’obiettivo del 100 per cento.

Per l’Ottobre Rosa, la Regione Lazio si fa promotrice dell’offerta della mammografia di screening ampliata anche alle donne che non rientrano nei percorsi organizzati. Oltre ai centri di screening, ci sono 45 strutture sanitarie che hanno aderito all’iniziativa per effettuare mammografie di prevenzione.

La percentuale di mammografie effettuate nel Lazio negli ultimi 3 anni è aumentata del 40 per cento, quella dei tumori alla mammella scoperti e operati negli ultimi 3 anni è salita del 68 per cento.

Per veicolare al meglio il messaggio di una corretta diagnosi precoce, in tutti i presidi sanitari laziali saranno disponibili opuscoli informativi e numeri verdi da poter contattare in caso di necessità non solo nel mese di ottobre ma ogni giorno dell’anno.

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