PRESENTATI A CONVEGNO OMCEO: “SIAMO A RISCHIO EMERGENZA”

ROMA – Incrementare il numero delle borse regionali destinate alle scuole di specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza, anche rivedendo i criteri di accesso per i medici che gia’ lavorano nelle strutture. Migliorare le condizioni di lavoro nei Pronto soccorso in maniera da rendere questo mestiere piu’ appetibile. Ma anche migliorare le strutture organizzative, sottrarre alla responsabilita’ gestionale del Pronto soccorso i pazienti per i quali e’ stato gia’ deciso il ricovero, redistribuire il lavoro tra professionalita’ diverse e ampliare i Fast-Tracks. Sono queste le 7 richieste che i direttori dei Pronto soccorso degli ospedali di Roma e del Lazio hanno presentato oggi nel corso di un convegno organizzato dall’Ordine dei Medici di Roma. Tra questi l’Umberto I, il Gemelli, il San Camillo, il Santo Spirito, il Pertini, il Casilino, il Sant’Eugenio e il Sant’Andrea. Le richieste sono riportate in una missiva inviata al ministro della Salute, al ministro dell’Istruzione e al presidente della Regione Lazio. Nel 2017 sono stati due milioni i pazienti accolti nei Pronto soccorso e un numero uguale e’ previsto per il 2018. Secondo i direttori di Ps si tratta di “proposte capaci di dare risposte in tempi brevi, evitando il rischio di un tracollo nell’offerta dei servizi di emergenza”. La preoccupazione dei direttori riguarda anche la chiusura dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli per un periodo di tempo non determinabile dopo i gravi danni riportati durante l’incendio dello scorso 3 novembre. “Tutti noi sappiamo come questo creera’ un ulteriore peggioramento della rete dell’emergenza nel quadrante nord di Roma- scrivono i direttori- considerando che il Ps del San Pietro gestisce ogni mese circa 3.300 accessi con 500 ricoveri da ricollocare. Ci auspichiamo quindi un celere intervento regionale per attivare il personale medico del Ps San Pietro negli altri Ps della zona”.

SANITÀ. MAGI (OMCEO ROMA): TAVOLO IN REGIONE PER RIVEDERE DCA 8/2011

“MEDICI PS SIANO MESSI IN CONDIZIONI LAVORARE AL MEGLIO”
ROMA – “L’Ordine dei Medici di Roma si impegnera’ a promuovere un tavolo in assessorato Sanita’ della Regione Lazio per rivedere il Dca regionale 8/2011, che basa le risorse umane in organico solo sul numero degli accessi e non sulle reali attivita’ svolte”. Lo ha detto il presidente dall’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, durante il convegno organizzato alla presenza dei direttori dei Pronto soccorso degli ospedali di Roma e Lazio.
Secondo Magi le altre priorita’ riguardano la dotazione di strumenti adeguati e gli spazi operativi. “Spesso rivolgersi al Ps e’ l’unica possibilita’ di ricevere assistenza sanitaria in tempi utili- ha aggiunto Magi- Ma e’ necessario che i medici siano messi nelle condizioni migliori di lavorare”.

SANITÀ. DIRETTORI PS LAZIO: REGIONE SAPPIA CHE VIVIAMO NELL’ILLEGALITÀ

GRIDO ALLARME LANCIATO A CONVEGNO OMCEO ROMA
ROMA – Dalla carenza di medici all’inadempienza dei turni, fino alla mancanza di posti letto, “i Pronto soccorso del Lazio sono tutti in condizioni di illegalita’. Diciamolo chiaramente. L’assessore D’Amato, che oggi non e’ venuto, questo deve saperlo”. È il grido d’allarme lanciato dai responsabili dei Pronto soccorso degli ospedali di Roma e Lazio durante il convegno organizzato dall’Omceo Roma
“L’illegalita’ riguarda tutti” ha detto il direttore del Ps del Policlinico Casilino, che si e’ chiesto, inoltre, “da dove escono tutte queste persone che affollano gli ambulatori nei giorni festivi, visto che i Pronto soccorso sono sempre pieni”. Tutti i direttori intervenuti hanno evidenziato la mancanza di reperimento di nuovi medici. “Il Santo Spirito, che dovrebbe essere un luogo appetibile, che e’ visto come un’isola felice, non e’ comunque attrattivo” ha sottolineato la direttrice del Ps, Maria Paola Saggese.
“Quando bandiamo avvisi pubblici e concorsi, non abbiamo medici che partecipano- ha aggiunto Enrico Mirante dell’ospedale Sant’Eugenio- il problema e’ urgentissimo e richiede una risposta immediata. Cosi’ come e’ urgentissimo rispondere alle condizioni di lavoro dentro i Pronto soccorso. Il nostro e’ un lavoro usurante”.

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