“E’ tristemente emblematico quanto è accaduto presso l’ospedale Pertini in merito alla morte del neonato avvenuta l’8 gennaio. La carenza di personale infermieristico potrebbe essere una delle cause che non hanno permesso alla giovane mamma di essere assistita e sostenuta come avrebbe dovuto. E’ vero che la pianta organica dellaUoc Ostetricia e ginecologia è al completo, però al contempo risulta carente il modello organizzativo: sia le pazienti ostetriche che le pazienti ginecologiche devono essere seguite dalle ostetriche e solo da loro con la presenza di uno o due Oss. Peccato che l’assistenza avrebbe dovuto essere affidata agli infermieri”. 

E’ quanto riporta la nota della Segreteria provinciale Fials di Roma che specifica le criticità gestionali nell’Asl Roma2 nel reparto di Ostetricia e ginecologia.

“Questo problema lo abbiamo sottolineato e sottoposto alla direzione aziendale già a dicembre 2022, con specifiche lettere al direttore generale, al direttore sanitario e al direttore amministrativo prendendo spunto dal fatto che presso i box del pronto soccorso ostetrico c’era penuria di infermieri in quanto costoro erano stati sostituiti da personale ostetrico malgrado le due figure siano profondamente differenti – puntualizza la nota Fials –. Specificando il contesto emerge che in base a  tale modello, sono state assunte ostetriche in sostituzione del personale infermieristico, per cui, considerando che i posti letto sono occupati dalle pazienti fisiologiche, da pazienti oncoginecologiche, dalla normale chirurgia ginecologica, va da sé che le ostetriche, obbligate allo svolgimento del lavoro di pertinenza infermieristica, danno la priorità alle pazienti chirurgiche sottraendosi alla loro competenza primaria, ossia puerpere fisiologiche e neonati sani”.

“E questa vicenda non potrà che aggravarsi e forse – prosegue la nota – diventare virale in altre aziende sanitarie e in altri ospedali così come descritto nella delibera n. 2090 del 30 dicembre 2022: prima nel reparto era possibile trovare le infermiere del nido che controllavano i bambini, con questo nuovo modello organizzativo anche i neonati saranno dati in carico alle ostetriche, con ulteriori rischi di eventi avversi o eventi sentinella. Il personale infermieristico del nido invece verrà utilizzato presso la Patologia neonatale, dove non può sostare il neonato sano, che ovviamente resta con la madre, stremata o meno dal parto”.

“Ci appelliamo alla Regione Lazio e alla maggioranza che la governerà da metà febbraio in poi affinché – chiosa la nota Fials – riveda il modello organizzativo dei reparti legati alla neonatalità e indirizzi il personale in servizio ai giusti ruoli che gli competono: personale ostetrico in sala parto e reparti attigui, personale infermieristico nei reparti di degenza e cura”.