Presentata una proposta di legge per istituire una commissione d’Indagine sulla gestione commissariale della Sanità del Lazio

«Invece di andare pontificando dai tavoli dei convegni, l’assessore alla Sanità, D’Amato, venga in Aula, e in tutte le sedi competenti, a riferire sullo stato dell’arte del Commissariamento della Sanità del Lazio e porti con sé dati e documenti che dimostrino che il prossimo 31 dicembre la Regione Lazio sarà davvero fuori dal Commissariamento e che rendano conto su com’è stato gestito finora il disavanzo sia in fatto di taglio degli sprechi che di garanzia dei servizi pubblici essenziali”.

Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio commentano le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità D’Amato sulla presunta fine del commissariamento del Lazio.

“Nella sua dichiarazione di oggi D’amato fa un passo indietro ed ammette, di fatto, che la Regione è ancora in attesa di ricevere un parere sull’uscita dal periodo commissariale. L’assessore alla Sanità parla dei ‘giochini’ degli altri, ma continua con i suoi, senza per altro dimostrare, con documenti ufficiali, che il disavanzo sia stato ridotto e che i livelli essenziali non sono stati tagliati – incalza Davide Barillari, consigliere regionale 5stelle in Commissione Sanità – Dopo l’annuncio di una presunta fine del commissariamento della Sanità della Regione Lazio dal 31 dicembre 2018, fatto insieme con l’allora ministra della Salute, Lorenzin, durante la campagna elettorale delle ultime elezioni, Zingaretti oggi è alla ricerca di un nuovo spot elettorale per la sua corsa alla segreteria nazionale del Pd”.

“Purtroppo però Zingaretti non ha fatto i conti con la realtà e si guarda bene dal farli. Per questo ho presentato una proposta di legge per istituire una Commissione d’indagine sul Commissariamento della Sanità della Regione e sull’operato della giunta Zingaretti in tal senso. Tutti i cittadini, e i lavoratori della sanità, devono sapere come sono stati usati i soldi pubblici a fronte di una progressiva carenza di servizi e di diritti”, conclude Barillari.

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