Nel Decreto Sanità 70/2015 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” i Pronto Soccorso sono stati trasformati in Punti di primo intervento (Ppi), le cui caratteristiche, a fronte di un accesso parziale, sono quelle di erogare servizi a complessità minore.

Oggi i Punti di primo intervento o soccorso di Ronciglione e Montefiascone hanno assunto la denominazione di Presidi ambulatoriali territoriali (Pat), attivi solo nelle ore diurne, con personale medico e infermieristico ridotto, e rivolti solo a codici bianchi e verdi.

Ora, al di là della delle sigle, «appare evidente che siamo di fronte a una vera e propria chiusura, figlia del folle decreto del 2015», sostiene la consigliera del Comune di Corchiano Paola Troncarelli, che, insieme agli altri consiglieri di opposizione, ha presentato il 21 gennaio scorso, in qualità di prima firmataria, una richiesta di convocazione del Consiglio comunale proprio per discutere e affrontare questa seria e delicata problematica.

Secondo la consigliera «la chiusura dei Punti di primo intervento con una soglia inferiore ai 6000 accessi all’anno viola il diritto costituzionale del cittadino alla salute e a ricevere le adeguate cure mediche». Inoltre, la stessa Troncarelli si domanda: «Perché i Punti di primo intervento di Ronciglione e Montefiascone devono chiudere ora e non il 31 dicembre 2019 come tutti gli altri punti del Lazio? Infatti, perché?».