«Bisogna invertire la rotta silenziosa tracciata dalla politica di questo paese riguardo quanto
confermato dall’ultimo report dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) “Health at a glance: Europe” su dati del 2016 riguardo la spesa sanitaria italiana che risulta tra le più basse di Europa – dichiarano Anna Rita Amato e Antonino Gentile del Direttivo Nazionale ULS.

Se si considera la spesa pro capite e a parità di potere di acquisto l’ Italia è in fondo alla classifica della spesa sanitaria, ben al di sotto la media Ocse, insieme ai paesi del Sud America e dell’ Est.
Risulta davvero preoccupante assistere alla diminuzione della spesa pubblica, a parità di potere di acquisto, a vantaggio di quella privata.

I dati disponibili sul sito della Commissione Europea confermano che il progressivo depauperamento del Sistema Sanitario Nazionale, che dovrebbe garantire quel diritto costituzionale ad una sanità universalistica gratuita e dignitosa a tutti i cittadini, sta invece aprendo sempre di più una strada iniqua verso quello che già viene definito Secondo Pilastro e cioè la sanità integrativa. Non a portata di tutti.

Quando si sono tagliati i posti letto – continuano i due sindacalisti-, 3,20 pl per 1000 abitanti rispetto la media Ocse del 4,64 con un saldo negativo di circa 75000 negli ultimi 10 anni, quando si è ridotto pericolosamente il personale sanitario, 20,7 infermieri ogni 100.00 abitanti contro una media Ocse
di 48,8, è evidente che si sono tolte assistenze e garanzie per la salute dei cittadini. La popolazione italiana ha sempre più un’età avanzata e sa leggere la propria Costituzione all’art. 32.

C’è pertanto un’urgente necessità di rimediare a questo stato di cose – conclude il Direttivo
Nazionale ULS-, sia per i professionisti sanitari che lavorano da troppo tempo in carenza organica sia per gli italiani che non hanno possibilità di permettersi una polizza assicurativa sanitaria.

I dati sconsolanti dell’ Ocse richiedono, a nostro parere, un intervento forte del Governo che si appresta a far uscire la nuova Legge di Bilancio per trovare risorse urgenti da destinare al Fondo Sanitario Nazionale, così da dare un segnale di cambiamento rispetto al passato».

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