VITERBO – “L’Odissea dei lavoratori e dei pazienti di Villa Buon Respiro sembra proprio non avere fine: prima le minacce di chiusura per problemi tra Regione Lazio e proprietà sull’accreditamento, con conseguente ripercussione sui lavoratori, che non avevano la certezza del mantenimento del posto di lavoro e sui pazienti che correvano il rischio di essere trasferiti in altre strutture o il ritorno nel proprio nucleo familiare con tutto il disagio che ciò avrebbe comportato per loro e per i propri cari.

 

Ma cosa peggiore è che molti di questi non hanno più nessuno che possa accudirli, quindi non è stato mai chiaro che fine avrebbero fatto. Ovviamente siamo consapevoli che tutto ciò è stato millantato come ricatto nei confronti di chi doveva esprimersi sulle problematiche sopra esposte, ma chi in quel momento era in mezzo al fuoco incrociato ha vissuto momenti veramente poco piacevoli.

 

Risolto il problema degli accreditamenti, è arrivato quello dei soldi che non arrivavano alla struttura (così dicono), anche qui la Regione risulta essere la principale “indagata”, la conseguenza: ritardi sugli stipendi che sono stati erogati anche con venticinque giorni di ritardo e a chi andava a chiedere spiegazioni non veniva data nessuna risposta.

 

Ora sono arrivati i problemi organizzativi: nei giorni scorsi sono stati licenziati sei lavoratori, di cui quattro medici che garantivano la guardia notturna e i giorni festivi, un infermiere e un educatore e ci risulta che ci saranno altri licenziamenti. Con queste condizioni se un paziente della struttura ha bisogno del medico durante la notte o nei giorni festivi, gli operatori devono chiamare il 118. La proprietà sicuramente ha rispettato i requisiti richiesti per gli accreditamenti, ma noi vogliamo verificare qualcosa in più, e cioè se i pazienti ricoverati rispondono ai posti che la Regione ha concesso in convenzione, o se invece la malattia di questi pazienti risulta essere più complessa. Nei prossimi giorni invieremo una richiesta alla AUSL perché effettui tale verifica, e così sarà dimostrato che i pazienti di quei professionisti, che sono stati licenziati, non possono proprio farne a meno”.

 

Antonella Ambrosi
Segretario Generale FP CGIL VT

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