VITERBO – “C’era una volta, a Viterbo, una Casa di Cura denominata “Villa Rosa”, per molti decenni un vero “fiore all’occhiello” della Sanità Locale, forte del suo alto livello specialistico nella cura delle malattie mentali e non solo, con particolare riferimento ai disturbi della personalità, ai disturbi del comportamento alimentare, della dipendenza patologica da alcool, da gioco d’azzardo e altre forme gravi di patologie psichiche; ebbene, presso questa meravigliosa e storica struttura sanitaria, da quasi tre anni, nell’imbarazzante disinteresse della Politica e delle Istituzioni, è in atto una subdola erosione delle indiscusse potenzialità cliniche garantite nel corso di decenni di attività assistenziale. Ebbene, la crociata intrapresa per lo smantellamento di Villa Rosa, sembra avviarsi verso l’epilogo con la procedura di mobilità ex L. 223/91 per ben 75 dipendenti, per la maggior parte infermieri e operatori ausiliari, ritenuti in esubero dai Responsabili della “Provincia Italiana della Congregazione delle Suore Ospitaliere del Sacro Cuore di Gesù”, dopo che questi professionisti hanno sempre dato il meglio sul piano assistenziale ed umano, in ossequio allo stile ed ai valori pretesi negli ambienti sanitari clericali.

 

Egr. Sindaco, la suddetta procedura di mobilità, dopo la chiusura dell’alcologia, inciderà negativamente sulle condizioni previste per l’accreditamento con la ASL di Viterbo e determinerà, in poche parole, l’avvio di un percorso che porterà inevitabilmente ad una forte riduzione dei Servizi se non, addirittura, alla possibile chiusura di Villa Rosa, con gravissime ripercussioni sul piano occupazionale e sulla specialistica psichiatrica, peraltro unico polo accreditato dell’Alto Lazio che può offrire approcci terapeutici di qualità ed efficienza.

 

A nostro parere, un’evenienza così rovinosa per la Sanità viterbese, dovrebbe suscitare un coinvolgimento dello stesso Consiglio Comunale da Lei governato che, fin qui, non ha certo mostrato particolare interesse, non solo per il problematico contesto della Casa di Cura Villa Rosa ma, anche, per le note e deficitarie condizioni in cui versano gli altri presidi sanitari pubblici e privati, ad iniziare dall’ospedale di Belcolle e dal suo pronto soccorso, ancora alle prese con i gravi problemi connessi alla mancanza di posti letto.

 

Sig. Sindaco, visto che ormai si è messo alle spalle il “carosello degli assessorati” e dei “Presidenti di Commissione” ( speriamo ), faccia in modo di inserire con urgenza, all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale, l’angosciosa situazione degli operatori e dei ricoverati di Villa Rosa e di tutti gli altri presidi sanitari presenti sul territorio, magari convocando le Organizzazioni Sindacali di Categoria che, in questi tre anni, hanno opposto una forte resistenza per scongiurare un epilogo disastroso per tutto il nostro sistema sanitario, fiaccato oltre misura da una Politica Regionale lontana anni luce dai bisogni e dalle esigenze della popolazione viterbese”.

 

Roberto Talotta, responsabile del Dipartimento Sanità di FondAzione

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