VITERBO – Un altro trasporto impeccabile. Un altro 3 settembre all’insegna dello spettacolo e della fede. Gloria ha compiuto per il terzo anno il proprio cammino e Viterbo si è fermata ancora una volta, per una notte, con lo sguardo all’insù, ammaliata da uno splendore reso ancor più suggestivo da una cornice senza eguali.

Sebbene le tribune non fossero gremite come negli scorsi anni e sebbene la presenza delle sedie in piazza del Plebiscito abbia tolto spazio e calore ad una delle tappe simbolo del percorso, il pubblico ha infatti risposto alla grande.

La serata, rinfrescata da una piacevole brezza e allietata dalla presenza sul percorso di Alice Sabatini (Miss Italia 2015), ha preso il via alle 21.12 con il tradizionale “Sollevate e fermi” in piazza San Sisto. In appena quattro minuti Gloria arriva in piazza Fontana Grande, per la prima delle nove soste in programma.

Dieci minuti di riposo e poi via, giù per via Cavour, dove Gloria, danzante sulle spalle dei Facchini, spegne le proprie luci in prossimità del luogo in cui, 50 anni fa, Volo d’Angeli fu costretta a interrompere il proprio cammino.

All’ingresso in piazza del Plebiscito le luci tornano ad avvolgere la Macchina di Santa Rosa, accolta dal lungo e scrosciante applauso dai presenti, pronti ad assistere alla tradizionale girata (quest’anno dedicata a Giorgio Capitani e ai Facchini scomparsi).

La pausa è lunga (circa mezzora), ma nel contempo preziosa, poiché propedeutica ad affrontare gli insidiosi e angusti tratti di via Roma e Corso Italia, passando per piazza delle Erbe e di fronte alla Chiesa del Suffragio.

L’ingresso in piazza Verdi, con relativa sosta, propone un suggestivo colpo d’occhio che si riflette lungo tutta via Marconi, senza dubbio la zona in cui i facchini hanno ricevuto maggiore calore e incitamento.

Dopo la fermata di piazza della Repubblica Gloria fa il proprio ingresso al Sacrario alle 22.53 per poi imboccare, dopo una sosta, nuovamente via Marconi, con annessa fermata nell’omonimo Largo.

Il momento della salita si avvicina; la Macchina, tornata in piazza Verdi, rivolge il proprio sguardo verso il Santuario di Santa Rosa. Le corde e le leve vengono posizionate con cura, in vista dello sforzo più grande: l’ascesa a passo veloce verso Largo Facchini di Santa Rosa.

I cavalieri vestiti di bianco non deludono le aspettative e compiono l’ultimo tratto in maniera ineccepibile.

Sono le ore 23 e 51. Gloria viene poggiata sui cavalletti e, al grido di “Santa Rosa, fuori” i Facchini lasciano le proprie postazioni, fieri di essere riusciti anche quest’anno a portare a termine il proprio compito, entusiasmando e commuovendo una città dalla fede intramontabile nella loro patrona.

Evviva Santa Rosa, evviva i Facchini di Santa Rosa!

Massimiliano Chindemi

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