VITERBO – “Presente alla recita, non concordo con il giudizio del dott. Vincenzo Ceniti sul baritono, che usa la voce spesso al di la delle righe del pentagramma, denotando, nella voce, una notevole disomogeneità del registro centrale, dove il suono molte volte si svuota, forzando invece sugli acuti dove un vibrato troppo largo non favorisce la comprensione del testo e dell’intonazione. Non è una novità, specialmente nei cantanti di oggi, anche i più blasonati e pagati. Sulla Di Gregorio, abbastanza ignorata da Lei, Le invio altra recensione.

All’apertura, la Tosca di G.Puccini alla quale da voce una grande interprete, già ascoltata nel ruolo di Violetta ne La Traviata di G.Verdi. Paola Di Gregorio, che possiede un non comune registro vocale, uniforme e completo, con acuti di grande efficacia e potenza, senza forzare su alcuna nota o passo e mai coperta da una sonora orchestrazione, nella sicurezza musicale canta, recita, si muove, lasciando capire di esprimersi aldilà di indicazioni ricevute, rendendo pura musica tutto ciò che sta nelle intenzioni del direttore d’orchestra
Claudio Maria Micheli, bravo a trasmettere con il suo gesto i non facili fraseggi pucciniani; il soprano romano, che ci rivela tutto il suo lirismo nella celebre preghiera “vissi d’arte..” riesce inoltre con grande naturalezza e fascino a dare vita ad una Floria Tosca ben
disegnata dal regista Gianmaria Romagnoli, che dà un’impronta particolare ed interessante ad un allestimento comunque classico. Cordialmente”.

Anna Falcone

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