VITERBO – Il mio “valore aggiunto” che di solito precede il mio nome, ossia quello di animalista esagerato, non fa di me un moderno “Don Chisciotte”, non ambisco ne tanto meno credo, si possa o si potrà mai fermare la ben oliata macchina della macellazione mondiale, per questo non sono di certo qui ad imbrattare fogli per tentare utopisticamente di arrestarla, ma, quello che vorrei ottenere da queste poche righe è soltanto un minimo di attenzione ed un piccolo sforzo riflessivo.

La triste tradizione di sacrificare l’agnello pasquale deriva da “In Esodo 12 il terribile Dio del Vecchio Testamento ordina agli Ebrei di uccidere e mangiare un agnello e di porre il suo sangue sull’uscio di casa, in tal modo, quando Lui sarebbe passato per uccidere tutti i bambini primogeniti d’Egitto (strage degli innocenti), avrebbe potuto riconoscere in quali case vi erano degli Ebrei da risparmiare”, ma poi il il profeta Isaia per bocca di Dio disse: «Io non bevo il sangue dei vostri sacrifici, non mangio la carne dei vostri agnelli» (cfr. 1,11).

Oggi, miei cari amici, ci troviamo nell’anno del Signore 2018, nel corso del quale fortunatamente non vi è assolutamente più bisogno di macchiare di sangue il proprio uscio, ma al contrario, contro ogni anacronismo, dovremmo aprirlo ad un vento di rinnovazione e di misericordia nei confronti di animali che vengono strappati alle proprie madri, che per tale motivo continuano ad urlare, belando a loro modo, sino a 15 giorni dall’avvenuto distacco.

In contrapposizione ad ogni Legge vigente, branchi di assassini della domenica, macellai improvvisati, il più delle volte per sola “goduria dello strazio”, lasciano dissanguare a testa in giù, piccole creature per ore e a volte giorni, forse per godere a pieno dello spettacolo, ed il tutto davanti agli occhi delle madri che impazziscono per il dolore saltando da ferme e urlando da far venire i brividi, (la motivazione di tanta spietatezza non e’ ancora nota al genere umano sano di mente).

Ogni anno puntualmente in questo periodo vengono macellate milioni di piccole creature e, calcolando che la richiesta di carne d’agnello è scesa dal 1960 ad oggi fortunatamente del 72%, molte carcasse, rimaste invendute, vengono congelate e riproposte addirittura l’anno successivo; quindi perchè continuare questo inutile martirio?

Io vorrei che tutti coloro che hanno ancora un cuore, andassero a visitare un mattatoio, autorizzato o no che sia, per vedere che, il cucciolo tolto alla madre che sin dal primo momento sa già che fine lo aspetta, tant’è che da subito comincia ad urinare in continuazione e smette di belare e piangere come impietrito. Ai più pigri e ai meno coraggiosi, consiglio di visionare i moltissimi video che si trovano su You Tube, e poi riflettere riguardo al menù del pranzo pasquale.

DICIAMO BASTA una volta per tutte ad un piacere che dura solo pochi attimi, ma che ha un costo di terrore e strazio molto duraturo. L’attuale strage di agnellini per la Pasqua è ormai lontana da ogni tradizione religiosa, né ha alcuna giusti€cazione teologica. Si tratta solo di abitudini alimentari sbagliate che si possono superare, si tratta solo di evitare inutili stragi e maltrattamenti sia nell’allevamento sia nel trasporto che avviene il più dello volte in modi raccapriccianti. E comunque, diminuire il consumo di carne può fare solo bene, così come mangiare a Pasqua un agnello… sotto forma di dolce.

Lo so, lo so, ne sono certo, ora ognuno di voi starà dicendo tra i denti …e il vitellino, e il pollo, e il tacchino…..non crediate che non ne sia cosciente, ma per i grandi viaggi, c’è sempre bisogno di piccoli passi iniziali, che non costano nulla, anzi, visti i prezzi altissimi dell’abbacchio, non potranno far altro che arricchire ancor di più la tavola pasquale con ben altri tipi di leccornie derivati dai soldi risparmiati. GRAZIE, PER QUANTO, SONO SICURO, POTRETE FARE.

Leonardo De Angeli

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