VITERBO – Da 150 anni fucina di un laici cristiani preparati e protagonisti: nell’appartenenza alla chiesa e nell’annuncio del Vangelo nelle realtà del mondo. Così il vescovo Lino Fumagalli ha sintetizzato l’avventura dell’ Azione Cattolica, nata nel 1868 per iniziativa di un giovane viterbese, Mario Fani.

A questa memoria si rivolge “Bisogna agire!”, la mostra storica organizzata dall’AC diocesana e inaugurata sabato 7 aprile presso la Chiesa dei Santi Giacomo e Martino in via Saffi.

In apertura di pomeriggio, la Presidente Carla Maria Rosa Lamanna ha ribadito il coraggioso impegno preso da Mario Fani e i suoi compagni, di rivolgersi agli altri giovani per ravvivare il sentimento religioso, ma non solo: hanno saputo costruire quella Chiesa in uscita, tanto cara a papa Francesco, con anticipo sui tempi; una chiesa di persone accoglienti, di cuori che battono. Per questo oggi celebrare quella memoria è far rivivere quei valori.

Che rivivono in “cristiani robusti e per questo autorevoli e credibili in ogni settore della vita sociale e religiosa” ha rimarcato mons. Fumagalli. Senza rimpiangere un glorioso passato, anche oggi l’anima dell’Azione Cattolica sa rispondere alle esigenze di questo tempo. Per cui nella nuova sede che attende l’Associazione negli uffici della curia, l’invito ad appendere innanzitutto il crocifisso e poi il ritratto di Mario Fani.

Quello che, svelato dal vescovo, ha segnato l’inaugurazione della mostra che – in 16 pannelli, accompagnati da diversi cimeli storici – raccontano una storia di Preghiera, Azione e Sacrificio, per citare il motto originario.

L’esposizione, curata dal Centro di Diocesano di Documentazione, si concentra – ha spiegato il prof. Luciano Osbat, responsabile del progetto – sui primi anni di vita del “Circolo Santa Rosa”, fondato da Fani e compagni. Una realtà che seppe fin da subito intercettare i bisogni delle persone. I forni per i poveri, le scuole serali per i lavoratori, la biblioteca circolante per elevare le coscienze del popolo.

Insomma la volontà di leggere nel prossimo il fratello, per alleviare la povertà di chi si sentiva non riconosciuto. Una lezione di attualità sconvolgente e che ci provoca ancora oggi, ha sottolineato Lorenzo Zardi, l’inviato della Presidenza Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, ventitreenne e quindi coetaneo di Mario Fani all’epoca della fondazione del “Circolo Santa Rosa”.

In particolare pensando alla possibilità per i giovani di essere i primi ambasciatori del Vangelo nella società, senza considerarli troppo piccoli o inesperti, ma protagonisti del loro cammino di fede e della vita nella società. Per questo la Chiesa ha bisogno di giovani che – prima ancora del futuro – siano il suo presente, per rendere sempre fresco il Vangelo. Perché – come pure recentemente ha ricordato papa Bergoglio – quando Dio vuole mandare avanti la storia chiama dei giovani.

La mostra, finanziata dalla Fondazione Carivit, sarà aperta ogni sabato fino all’8 dicembre, al mattino dalle 10 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 17 alle 19.

Aperture straordinarie si succederanno in particolari periodi dell’anno. Un’occasione per i viterbesi, anche per tornare ad ammirare la chiesa dei Santi Martino e Giacomo, edificio di culto caro alla popolazione del centro storico.

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