VITERBO – Domenica 6 maggio – la stessa giornata di accesso gratuito ai vari Musei statali e siti archeologici – è stata anche una giornata di alternanza scuola-lavoro per gli alunni della sezione turistica del “Paolo Savi” di Viterbo.

Gli studenti si sono potuti rivelare veri operatori turistici in senso lato, perché organizzatori del percorso di visita alla Chiesa di S. Maria della Peste, redattori di una piccola brochure, accompagnatori dei numerosi visitatori, con passione e senso di responsabilità. E per il loro impegno la Camera di Commercio di Viterbo li ha insigniti del primo premio, tra gli studenti degli Istituti Tecnici, per le attività svolte.

Il progetto che li ha coinvolti ormai da alcuni mesi, rientra coerentemente tra gli obiettivi del loro corso di studio: i ragazzi stanno riscoprendo siti cittadini – “oggetti museali” – per lo più poco noti agli stessi Viterbesi, ma attraverso il loro lavoro di ricerca e presentazione pubblica, riescono a valorizzarli e renderli accessibili a tutti.

In particolare, la visita a Santa Maria della Peste – oggi Sacrario dei Caduti della città di Viterbo – è stata possibile grazie anche alla collaborazione con Assoarma e Promogest – nella figura del suo Presidente, colonnello Mario Mochi, a dimostrazione di una condivisione di obiettivi tra vari soggetti cittadini.

E’ questo, infatti, un aspetto particolarmente rilevante in vista di un futuro sviluppo turistico della città e i ragazzi del “P. Savi” lo ribadiscono con le loro attività: la riscoperta e valorizzazione di luoghi meno noti della città in collaborazione con comune, enti ed associazioni, non può che ampliare l’offerta culturale cittadina, dando così maggiori spunti di visita.

Inoltre, quegli stessi luoghi rappresentano beni culturali che sono espressione di un territorio, di un vissuto locale, di una tradizione che soprattutto questi giovani stanno – lodevolmente – mantenendo viva.

Il 2018 è stato scelto dal Ministero dei Beni Culturali come anno europeo del patrimonio culturale ; un anno per riflettere e dialogare sul valore che il patrimonio culturale riveste per la nostra società e per mostrarne a tutti l’importanza nei diversi settori della vita pubblica e privata. Un anno per godere del nostro patrimonio imparando ad averne cura.

Il patrimonio racconta storie, viene costantemente reinterpretato, è in continua evoluzione. E gli studenti del “P. Savi” non fanno che mettere in pratica quanto suggerito dal Ministero.

Gli studenti che hanno partecipato all’iniziativa sono: Irene Cardelli, Martina Pasqua, Federico Polleggioni, Vlada Manulik, Francesca Lamberti, coordinati dai loro docenti.
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