VITERBO – Sarà presentato il 13 luglio a piazza del Gesù nel contesto di Ombre Festival il libro di Tiziana Tafani e Lucio Riccetti “Freud e Orvieto. Alle origini della psicoanalisi”, edito da Intermedia Edizioni.

Furono diversi i soggiorni di Sigmund Freud ad Orvieto, come egli stesso ricorda nel celebre testo “Psicopatologia della vita quotidiana” a partire dal settembre del 1897 e ancora nel 1902 e 1907. I due saggi che compongono il libro, affrontano il ruolo che questi soggiorni orvietani ebbero nella elaborazione di alcuni capisaldi della teoria psicoanalitica di Freud, a partire dal complesso di Edipo ed il rapporto tra Freud e la città, a causa dei suoi interessi archeologici. Dal primo punto di vista, si sottolinea il grande impatto che gli affreschi di Luca Signorelli ebbero sul padre della psicoanalisi. In “Psicopatologia della vita quotidiana”, c’è infatti “il caso Signorelli” con il tema del “finimondo” rappresentato dal Signorelli che rappresenta per Freud una fondamentale occasione di auto analisi, connessa al meccanismo della dimenticanza. Il secondo aspetto restituisce l’immagine privata di un Freud irresistibilmente attratto dai reperti archeologici che acquistava dal mercante di cose antiche Riccardo Mancini e, in generale, la forza che ebbe nella sua opera la metafora dell’antico e la cosiddetta metodologia dello “scavo”. Il volume è arricchito da alcune foto e cartoline che Sigmund Freud acquistò ad Orvieto e che sono conservata al Freud Museum di Londra.

La presentazione avverrà alle ore 22 a piazza del Gesù I due autori saranno introdotti e intervistati da Elena Cacciatore e Luciano Dottarelli, autore a su volta autore di un saggio su Freud

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