VITERBO – Ancora sorprese e curiosità intorno al pianeta “Riforma-Contro/Riforma” che è il filo conduttore 2017 dei cinque Pomeriggi Touring promossi a Viterbo dal locale consolato del Touring Club.

Alla conferenza dell’altro giorno a palazzo Brugiotti (moderata da Vincenzo Ceniti), l’artista Marco Zappa ha spigolato con scioltezza e puntualità su alcuni passaggi del decreto del Sacro Concilio Tridentino riguardo alle opere artistiche.

Una sorpresa è il progetto di Marco Zappa, annunciato da Ceniti, di realizzare e donare alla città di Viterbo una mega tela di circa 120 mq sul “Giudizio Universale” il cui cantiere è stato allestito nei giorni scorsi a Viterbo nella ex chiesa del Tribunale in piazza Fontana Grande: E’ un’iniziatica sostenuta dal Touring Club che vede nella grande aula della chiesa un luogo ideale per un laboratorio ed una mostra permanente di arte contemporanea.

Torniamo al Concilio Tridentino. Le indicazioni sono minuziose riguardo specialmente alle architetture di chiese, monumenti sacri, monasteri ed altro A parte i nudi procaci e provocanti, gli attributi a cielo aperto, le muscolature nerbute di cui s’adornavano affreschi e dipinti preconciliari e che andavano per quanto possibile occultate, si dovevano evitare in futuro le falsità storiche, le favole, gli abbigliamenti e le insegne impropri dei santi, le età non appropriate (Michelangelo aveva scolpito una Vergine giovanissima), i volti del Redentore e della Madonna non confacenti alla maestà e al decoro, gli sfondi troppo leziosi e sovraccarichi di particolari che distraggono l’attenzione dal soggetto principale. Occorre soprattutto che l’artista esprima attraverso la sua opera sentimenti di fede e di misericordia che accendano l’animo della gente.

Spettava ai vescovi sovrintendere e controllare che ogni opera venisse eseguita con i canoni conciliari, un po’ come del resto accade oggi con le chiese moderne, le pitture contemporanee, i paramenti sacri. Zappa ci ricorda che il card. Carlo Borromeo avesse impartito istruzioni precise agli architetti per l’edificazione dei luoghi di culto: controllava perfino la misura delle finestre.

Il relatore si è avvalso di una nutrita serie di foto (che avrebbero fatto inorridire Lutero contrario al culto delle immagini) mostrando alcune opere eseguite prima della Controriforma e in epoche successive. E’ certa una cosa e cioè che le regole venivano fatte rispettare ad artisti comuni. Se sulla scena irrompeva una genio come Caravaggio c’errno più difficoltà di censura. Ma il mondo è stato sempre così.

Prossimo ed ultimo appuntamento il 26 maggio sempre a palazzo Brugiotti. Stavolta sarà il Vescovo Lino Fumagalli a parlare di Riforma e Controriforma con una tema che ci rimanda al dialogo mancato tra Luterani e Cattolici”.

Touring Club

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