«Oggi 7 dicembre 2018, la partigiana Adriana Romoli avrebbe compiuto 90 anni.

La ricordiamo con affetto e siamo grati la sua vita, per il suo insegnamento che cercheremo di seguire ed onorare e che indichiamo ad esempio a tutti i cittadini e in particolare ai giovani.

 

Adriana Romoli, nata il 7 dicembre 1928, prese parte giovanissima, con il nome di Anna, alla lotta di Resistenza.

Combattente partigiana, insieme alla sorella Luciana, fu protagonista e testimone di molti episodi  che portarono alla liberazione di Roma dai nazifascisti.

La sua opposizione al fascismo iniziò da giovanissima quando all’età di 10 anni, per aver difeso una sua compagna di scuola ebrea, discriminata dalle leggi razziali entrate in vigore nel 1938, fu espulsa da tutte le scuole statali e insieme alla sorella dovette continuare gli studi  da autodidatta.

A 12 anni cominciò anche a lavorare come tipografa; lavoro che continuò tutta la vita e la portò a diventare dirigente del sindacato Poligrafici e Cartai.

Fu anche dirigente della   F.G.C.I. –Federazione giovanile comunista italiana- di Roma insieme a Carla Capponi, Marisa Muso Luciana Franzinetti.

Si occupò con forza, costanza e tenacia della vita e delle necessità degli abitanti delle borgate romane privati del diritto alla casa.

Pacifista convinta sempre in lotta dalla parte degli ultimi e dei più bisognosi.

Adriana Romoli ci ha mostrato un impegno e  dato una testimonianza di vita che chiedono oggi a tutti  di  scuotersi dall’indifferenza e di opporsi al nuovo fascismo,  quello che continua a generare  in ogni parte del mondo razzismo, violenza,  discriminazione contro le donne, omofobia, ingiustizia, diritti umani negati, popoli interi annientati dalle guerre nascoste e dalla fame, centinaia di migliaia di migranti respinti e che muoiono ogni giorno in mare o nei lager della Libia e della Turchia.

L’esempio di Anna ci chiede in questi giorni anche una mobilitazione civile contro il decreto sicurezza  che di fatto stravolge  la Costituzione e precipita l’Italia nell’incubo dell’apartheid giuridico e rende legge pratiche ignobili contro la vita e la dignità dei migranti.

Siamo grati a Adriana per la sua vita, per il suo insegnamento che cercheremo di seguire ed onorare e che indichiamo ad esempio a tutti i cittadini e in particolare ai giovani.»

ANPI Comitato Provinciale Viterbo 

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