“Anziano fragile, trattiamolo con cura” è il tema che lo SPI-CGIL ha voluto approfondire per analizzare le tematiche degli anziani, contestualizzandole in un progetto intergenerazionale che vede il coinvolgimento di istituti scolastici ad indirizzo socio-sanitario. L’appuntamento è il I aprile presso la Provincia di Viterbo. Introdurrà Miranda Perinelli, segretaria SPI CGIL di Civitavecchia Roma Nord e Viterbo. Parteciperanno Mara Caporale dello SPI di Civitavecchia, Maria Antonietta Serra psicologa ASL, Caterina Pusceddu Operatrice sanitaria FP CGIL, Roberto Tedeschini (Rete studenti Medi Viterbo), Stefania Pomante Segretaria della Camera del Lavoro CGIL di Viterbo. Le conclusioni sono affidate a Ernesto Rocchi,Segretario generale SPI CGIL Roma e Lazio.

Parliamo di un tema che coinvolge numerose famiglie e che, se affrontato in solitudine,  può  comportare serie difficoltà , procurando una sofferenza complessiva di tutto il  nucleo familiare interessato. In tal senso, avere a disposizione strutture adeguate capaci di indirizzare , orientare, prendere in carico con competenza , è di considerevole aiuto.

Non è di poco conto nemmeno la prevenzione. Anzi è quello che maggiormente sarebbe di grande aiuto poiché  intervenire precocemente nei soggetti a rischio vuol dire evitare l’insorgere di malattie croniche e invalidanti o comunque rimandarne nel tempo la comparsa.

Il progresso e la scienza ci hanno regalato ulteriori anni di vita rispetto al passato, che prevedibilmente riguardano anche una fase di una parziale o totale non autosufficienza. In Italia risulta che  sono 2,5 milioni gli anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti e che il numero sia destinato a crescere. Alcuni studi di enti qualificati ci dicono che in meno di 40 anni, gli over 75 dovrebbero passare da 6,7 a 10,5 milioni.

Questi dati valgono anche nel Lazio e che  confermano la necessità che tutto il sistema del welfare in Italia venga modificato. Visto il cambiamento rispetto all’età che aumenta e i tagli al sistema dei servizi sanitari di questi dieci anni,  ci deve essere una spinta non più rinviabile a rafforzare un sistema che tenta di trasferire nella rete dei servizi sociali e sanitari territoriali le problematiche della cronicità. Vanno previsti maggiori investimenti attraverso i Piani di Zona dei distretti socio sanitari ma anche maggiori strutture per garantire una adeguata accoglienza e che, a tutt’oggi, sono insufficienti.

Nella Regione la popolazione con più di 65 anni di età è la fascia che usufruisce maggiormente dei servizi socio-assistenziali, e tra questi gli ultra ottantenni costituiscono il 40% degli ospiti delle strutture socio-assistenziali.

Le richieste che come Spi-Cgil stiamo avanzando ai  Governi che si sono alternati in questi ultimi anni, sono di prevedere una legge sulla non autosufficienza e sulla disabilità, diversificando interventi appropriati tra anziani e altre fasce di età. Anche questa misura la riteniamo non più rinviabile ,  poichè non può essere  liquidata la complessità del problema solo con indennità di accompagnamento”.