VITERBO Applausi prolungati, richieste di bis, tutte le sedie occupate e tanti complimenti da parte degli ascoltatori: un’edizione 2018 di grande successo.

Oltre 10 concerti gratuiti in un’atmosfera raccolta, con un’ottima acustica, che ha premiato la scelta di aver spostato la location nel cuore del quartiere medievale, fra piazza della Morte e piazza San Lorenzo.

Nonostante le serate decisamente poco estive, talvolta perfino scandite da tramontana e pioggia, l’affezionato pubblico del JazzUp Festival non ha fatto mancare una grande partecipazione, con il sold out dei posti a sedere e perfino tantissime persone in piedi. Un pubblico non solo presente, per tutta la durata degli eventi, ma anche partecipe e coinvolto.

“È come se avessimo resettato i dodici anni di storia del festival – racconta con soddisfazione il Direttore artistico Giancarlo Necciari – per ripartire con un’altra marcia, sicuramente meno veloce ed appariscente, ma più concreta e affidabile. Un’edizione che ha dimostrato che il pubblico del JazzUp c’è!

Anche cambiando il luogo dei nostri appuntamenti. La musica di qualità, se proposta con passione e professionalità, viene subito riconosciuta e diventa un legame unico. Piazza del Gesù è stata per anni il nostro ‘auditorium’ cittadino: gioia, per lo splendore storico urbanistico che circondava i concerti, fatica, per i limiti di compatibilità che ogni anno si riproponevano. E allora si cambia.

Piazza della Morte, nome che contrariamente a ciò che esprime ha fatto rinascere il festival. Un primo step che ha già indicato la bontà di questa scelta, aiutandoci a raggiungere un miglior impatto sonoro, fattore molto importante nel live. Questo miglior ascolto – aggiunge – è stato espresso sia dai numerosi musicisti che si sono esibiti, sia dal pubblico che rimaneva attento e concentrato durante le esecuzioni”.

Un apprezzamento alla qualità del suono, dell’edizione 2018 della kermesse musicale, è arrivata anche da Fabio Romoli, imprenditore esperto nel settore dell’alta fedeltà ed autoproduttore di Horgonic un amplificatore audio di design, ospite del JazzUp.

“Da anni mi occupo di acustica, sperimentando costantemente nuove idee su come renderla migliore. Nel tempo, e con le varie prove, ho perfezionato la mia capacità. Non posso che lasciare una recensione molto positiva sulla qualità acustica di questo bellissimo luogo, nuova sede del JazzUp”.

La posizione strategica di piazza della Morte ha garantito, inoltre, anche una più facile gestione dei collegamenti con piazza San Lorenzo.

Un’edizione 2018 del JazzUp Festival apprezzata anche per il programma molto variegato. “Per quanto riguarda le scelte artistiche – spiega l’AD Necciari – non posso che esultare ricordando il meraviglioso concerto di Danilo Rea e di Peppe Servillo che dipingerei con un solo aggettivo: strepitoso!

Alla ‘faraonica’ tecnica pianistica di Rea si è unita la profonda incisività teatrale e vocale di Servillo. Ci tengo a ringraziare ancora Servillo per la sua immediata e gentile disponibilità.

Pur proponendo progetti interessanti ed originali, per la prima volta musica originale greca e reggae autoriale, la programmazione jazz è stata, come sempre, la più interessante ed in futuro dovrà essere ancor più presente. Magari utilizzando proprio la collaborazione dei tanti appassionati che, sono certo, potrebbero sostenere la richiesta di un piccolo biglietto per poter assistere alle performance dei migliori musicisti italiani e internazionali.

Un ringraziamento speciale va, come ogni anno, alle testate giornalistiche, che ci dedicano tempo, spazio e lavorano in sinergia con noi, agli sponsor, che garantiscono la buona riuscita del Festival, ed alle istituzioni che ci sostengono. Vorrei ringraziare, infine, – conclude Necciari – la fondazione Caffeina, in particolare Filippo Rossi, Andrea Baffo e Giuseppe Berardino, per la preziosa collaborazione”.

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