VITERBO – Mercoledì 22 febbraio Presso la Casa del Volontariato, via I. Garbini, 29G si è svolta l’assemblea congressuale dell’Auser di Viterbo molto partecipata e ricca di interventi e stimoli.

Dopo aver riepilogato le iniziative degli ultimi quattro anni su: integrazione dei cittadini immigrati, sostegno alle famiglie con malati di Alzheimer, filo d’argento, e ricordato le collaborazioni in essere con le istituzioni e le altre associazioni, la presidente uscente, Giovanna Cavarocchi, ha analizzato i bisogni della popolazione anziana e delle fasce deboli nel nostro territorio.

La provincia di Viterbo è nel Lazio quella con la percentuale di immigrati più alta rispetto alla popolazione: il dato determina bisogni ma anche tensioni sociali. Auser opera da 18 anni a Viterbo nell’integrazione linguistica e sociale di bambini e adulti migranti.

Gran parte dell’intervento è stato dedicato agli anziani. Nel 2050 il 30% della popolazione italiana sarà di anziani. Tuttavia mancano nella fase post lavorativa (periodo che va dai 20 ai 25 anni) politiche coerenti che consentano agli anziani una qualità della vita dignitosa.

L’Italia è il paese europeo con l’indice di vecchiaia più alto ma continua a diminuire la spesa per i servizi sociali per le persone anziane. Nel 2015 l’Italia era al 37° posto per la qualità della vita degli anziani, nel 2011 al 27 posto.

La spesa pe i servizi sociali per gli anziani in regioni e comuni è diminuita del 7,9% dal 2009 al 2013 come è pesantemente diminuito il fondo nazionale.

L’ADI, il servizio di assistenza domiciliare agli anziani è presente solo nel 41% dei comuni italiani e sta diminuendo. Il 76,1% delle case degli anziani è senza ascensore, ciò impedirà in una fase della vita importante di uscire di casa, di incontrare altri, di mantenere relazioni sociali.

Nonostante ciò, gli anziani supportano le famiglie. Spesso contribuiscono alla sopravvivenza in famiglia, alla cura dei minori, dei malati, dei più anziani dato il degrado dei servizi sempre più costosi e disorganizzati. Ieri i pensionati con la liquidazione potevano realizzare i piccoli sogni di una vita, oggi la liquidazione serve per pagare debiti e sostenere figli spesso disoccupati o sotto occupati.

In questo quadro è stata sottolineata la specificità dell’aspetto femminile: la maggior parte degli anziani sono donne, la maggior parte delle donne vittime di femminicidio sono anziane (dati EURES) e la maggior parte dei volontari sono donne.

Nella nostra provincia gli anziani sono 73.805 (il 23% della popolazione contro il 21% su base nazionale) e gli anziani sopra gli 80 anni sono 22.105. Questi sono i potenziali utenti del nostro servizio, ad essi dobbiamo offrire politiche di invecchiamento attivo, finalizzate ad allontanare il più possibile l’età della non autosufficienza: mantenersi attivi allontana la depressione malattia che colpisce il 50% anziani.

Il congresso si è concluso con un impegno per i prossimi quattro anni di rafforzare le attività concrete con i comuni e con le asl a favore degli anziani a partire dai centri anziani.

Commenta con il tuo account Facebook