CANEPINA – Una targa dedicata a Venerio Foglietta sarà esposta nella sezione viterbese dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), a ricordo dell’opera portata avanti dallo stesso nella lotta contro la malattia (che lo portò alla morte giusto dieci anni fa).

 

Lo ha detto il presidente di Aism Viterbo, Stefano Ridolfi, durante l’incontro che il Responsabile della comunicazione-raccolta fondi dell’associazione Francesco Borzacchini ha organizzato al salone Quarto Stato di Canepina venerdì 6 febbraio, col patrocinio del Comune cimino e dell’Asl di Viterbo. Nel centro cimino, peraltro, Venerio sarà ricordato anche sabato 7 febbraio nel corso di una cerimonia all’interno della chiesa Collegiata, dove verranno lette anche alcune sue poesie.

 

Durante l’incontro al salone Quarto Stato, presieduto dal sindaco del centro cimino Aldo Maria Moneta che ha ricordato la vita di Venerio e la sua lotta contro la sclerosi multipla, lo stesso Ridolfi ha illustrato le tante attività che l’Aism di Viterbo mette in campo per l’assistenza ai malati, la ricerca e la raccolta fondi, cercando di coinvolgere privati ed istituzioni nella battaglia contro la malattia. A seguire la neurologa Laura Compagnoni, del Centro riabilitativo di Viterbo, ha descritto le varie fasi della malattia, i metodi di cura e i progressi fatti nel corso degli anni, grazie anche all’opera di sensibilizzazione effettuata. Sensibilizzazione che – come ha ricordato il consigliere regionale Enrico Panunzi – si deve anche allo stesso Venerio e alla popolazione canepinese: Panunzi, allora primo cittadino di Canepina, accompagnò “con tutto il paese” la battaglia di Venerio quando, in cura al Gemelli, fu in disaccordo per la somministrazione di un farmaco specifico (ci furono incontri anche al ministero della Salute per questa problematica evidenziata e che smosse all’ora tutta l’opinione pubblica di questa grave patologia di cui non se ne parlava molto nella nostra provincia)Da quella battaglia (metà anni Novanta), di cui si occuparono anche stampa e tv nazionali, ne nacque anche una legge regionale. Parola infine a Romualdo Testa che, in rappresentanza di tutti gli amici, secondo cui “ci vorrebbe una giornata a ricordare chi era Venerio: in noi è sempre vivo”.

 

Alla fine della cerimonia Ridolfi ha consegnato una targa ricordo ai familiari di Venerio, annunciando appunto, come detto, che una simile sarebbe stata esposta alla sezione Aism di Viterbo.

 

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