VITERBO – “Se è difficile accogliere l’ordinaria prossimità, ancor più difficile è accogliere una prossimità vulnerabile e malata, ed è la fede a rendere incondizionata, totale questa disponibilità. E’ stato questo il tema del messaggio del Papa per la giornata del malato del 2018: l’accoglienza.

Insieme all’Unitalsi anche noi ieri abbiamo voluto rilanciare questo messaggio con il nostro vescovo Lino Fumagalli, celebrando il Giubileo del Malato in un’atmosfera carica di emozione. A 160 anni esatti dalla prima apparizione della Madonna di Lourdes (1858), dopo una processione con la statua della Madonna dentro ai due chiostri, e dopo aver attraversato la Porta Santa del Giubileo diocesano aperta il 10 settembre scorso, è stata celebrata la Santa Messa dal nostro vescovo Lino, che ha speso parole di incoraggiamento e solidale vicinanza ai tanti malati presenti e di calorosa gratitudine ai loro familiari, accompagnatori e ai volontari dell’Unitalsi sezione di Viterbo. Unitalsi che ha impreziosito una già densissima giornata con la rievocazione storica della piccola Bernardette, contadina quattordicenne, che tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle.

Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi un imponente santuario, dove si calcola che siano già stati in pellegrinaggio oltre settecento milioni di persone. Resta negli occhi e nel cuore di chi era presente ieri la speranza, la fiducia, la forza che regalano in condizioni di malattia e fragilità lo stare insieme, la vicinanza delle persone amate. Grazie all’Unitalsi di Viterbo, alla Diocesi di Viterbo e ai tantissimi presenti, un altro bellissimo momento di profonda condivisione nel sesto centenario della Madonna della Quercia”.

Basilica Santa Maria della Quercia

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