Il Comitato Non ce la Beviamo ha organizzato per il giorno 13 Dicembre 2018 alle ore 16,30 un’assemblea pubblica presso la Sala Regia del Comune di Viterbo.

Ha invitato, OLTRE A TUTTI I CITTADINI, i Sindaci e i Consiglieri di tutti i Comuni della provincia per affrontare l’annoso problema della gestione dell’acqua in rapporto alla proposta di Legge nazionale n. 52 che sarà discussa a breve in Parlamento, forse entro dicembre, e che va nella Direzione della ripubblicizzazione dell’acqua.

«Questa – si legge in una nota del Comitato – riprende, infatti, gran parte dei contenuti della Legge Regionale di iniziativa popolare n.5/2014 tenuta nel cassetto e mai attuata dalla giunta Zingaretti che, a dispetto di ciò, sta minacciando di commissariamento i Comuni non ancora transitati all’interno di Talete.

Ufficiosamente la Regione sta prendendo tempo in vista della discussione sulla legge nazionale ma, di fatto, ad oggi non c’è stata alcuna risposta ufficiale in merito alla richiesta di moratoria dei Sindaci.

Sulla gestione Talete, come per ogni gestione privatistica portata avanti da s.p.a. finanziate con i soldi dei cittadini, occorre prendere atto, dati alla mano, che si tratta di una gestione fallimentare.

Il Comitato Noncelabeviamo lo denuncia da anni!
Le bollette sono triplicate. Se facciamo un raffronto con i Comuni che detengono direttamente la gestione dell’acqua, ci rendiamo conto con dati alla mano di questo: 0,25 € al metro cubo contro 0,87 di Talete , come dichiarano alcuni Sindaci dissidenti.
Nonostante i continui aumenti delle tariffe, inoltre, Talete non ha effettuato investimenti sulla rete che risulta un colabrodo.
I finanziamenti sono serviti soltanto a mantenere i costi del consiglio di amm.ne , delle strutture, degli immobili delle sedi ecc.
Oggi, solo nei confronti del Comune di Viterbo, Talete “vanta” debiti di circa 4.800. 000 per quote di mutui non restituite, ulteriori somme per altri comuni della provincia.
Una riflessione anche sulla qualità dell’acqua: molti ancora i Comuni che superano i livelli massimi di arsenico e nella stessa Viterbo, nel mese di Viterbo sono tre i serbatoi ai limiti di 10 microgrammi /litro (Serbatoio 480, Serbatorio 3000, Rete Merlano-Palomba e altri a poco meno)
Giovedì 13 sarà un’occasione importante per discutere di proposte e per prendere decisioni in merito alla gestione di questo Territorio.
Il Comitato Non ce la beviamo invita caldamente tutti i cittadini a partecipare per far si che siano essi a rendersi di nuovo protagonisti delle scelte della politica della nostra terra».

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