Il Centro Teatrale Meridionale (CTM), diretto dal regista e attore Domenico Pantano, ha  porta in scena, nel contesto della Stagione Teatrale Ferento 2022, “Il Vantone” di Plauto, versione teatrale e traduzione del Miles gloriosus di Pasolini.

La traduzione venne studiata da Pasolini su richiesta di Vittorio Gassman, che voleva creare un allestimento innovativo – progetto poi naufragato. L’allestimento teatrale quindi è un omaggio al grande intellettuale nel 100° anniversario della nascita.

Il CTM, con sede a Gioiosa Ionica, porta sulla scena culturale nazionale uno spettacolo si divertente ma che fa molto riflettere. Gli interpreti della produzione CTM  sul palcoscenico di Ferento sono stati: nel ruolo protagonista di Pirgopolinice lo stesso Domenico Pantano, in scena con gli attori Nicolò Giacalone (Palestrione), Monica Guazzini (Sceledro), Paolo Ricchi (Periplecomero), Fatima Romina Ali (Filocomasia), Giacomo Mattia (Pleusicle e Carione), Anna Lisa Amodio (Acroteleuzio), Claudia Salvatore (Milfidippa).

L’interpretazione de Il Vantone (Lo spaccone) è una traduzione in gergo romanesco del Miles gloriosus, complessa e richiede una professionalità ed un coordinamento scenico di notevole entità, per non rischiare di far cadere il tutto in un volgare intrattenimento.

Gli attori hanno, forse anche ispirati dalla suggestione del luogo storico dove stavano recitando, espresso capacità interpretativa tanto da coinvolgere il pubblico presente che ha sottolineato con lunghi applausi gli intervalli scenici.

Il regista Anzelmo ha tenuto a sottolineare come la scelta di portare in scena una rielaborazione pasoliniana del 1963 di un testo plautino è stata coraggiosa per diversi motivi, fra questi sicuramente il fascino della scrittura del poeta e l’idea che lo stesso autore fa trasparire in fase di ambientazione e l’uso del dialetto romanesco che riesce a ricreare le atmosfere popolari romane recuperando quella spontaneità tipicamente plebea.

Una ricerca di teatro popolare capace quindi di creare uno scambio ammiccante e dialogante tra il testo e il pubblico. Una interpretazione che si sviluppa attorno a Pirgopolinice e Palestrione (padrone e servo) anche se mutata in una pungente commedia sociale.

Le scene e i costumi portano la firma importante di Angela Gallaro Goracci. Le musiche diffuse a Ferento  sono di Giovanni Zappalorto, i movimenti coreografici di Barbara Cacciato, aiuto alla regia Matteo Tanganelli.

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