CARBOGNANO – La degenza ospedaliera si fa spettacolo al Teatro Bianconi di Carbognano con Nicola Pistoia che, domenica 1 novembre alle ore 17.00, presenta sullo storico palcoscenico viterbese  Flebowsky, storie di ordinaria corsia. Il principio attivo di questa rappresentazione farmacologica, tratta da un manuale scritto da Fabrizio Blini, un vero paziente, è l’umorismo.

 

Una terapia del sorriso perché, in un luogo pieno di cose gravi, un po’ di leggerezza fa bene. Sul palcoscenico, insieme all’attore romano, Ketty Roselli e Armando Puccio, con la regia di Gigi Piola.

 

In ospedale le sensazioni più comuni del malato sono paura e spaesamento. Ma come ci si sente meglio se si riceve una parola gentile e un sorriso! E mettiamoci nei panni di un infermiere o di un medico: anche per loro sarà più semplice l’approccio a un paziente che mostra la sua voglia di guarire e non una totale chiusura. Da una simile riflessione parte Flebowsky, acclamato da tutto il personale medico come “il grande Flebowsky”, un paziente davvero devoto, un guerriero dall’armatura fatta di flebo, eccezionalmente rodato sulle malattie e patologie più rare, per la sola ragione che lui le ha contratte tutte, “imparando a ricoverarsi prima di imparare a camminare”. Il suo peregrinare per le segrete stanze dei policlinici più disparati l’ha aiutato, inevitabilmente, ad acquistare familiarità e disinvoltura con tutto lo staff sanitario, tra cui infermieri, professoroni, specializzandi e persino primari, che lo riconoscono da lontano e lo coccolano quasi come un lontano parente, perché lui ormai è diventato il loro “degente da manuale, un’artista affezionato alle infezioni”.

 

Pur essendo insolito, è dunque utile che a teatro si parli di ospedali: perché riservare i medici-clown ai bambini? Nella malattia tutti ritornano alla fragilità dell’infanzia. Lo spettacolo mette sotto osservazione l’idea di ospedale: se la malattia toglie la salute, l’ospedale, anche il migliore, toglie l’identità. Si resta senza vestiti, casa, affetti, cane, gatto, divano e bagno personale. Per colpa della burocrazia i pazienti si trasformano in “numeri”. Così fondendo il tragico e il comico Flebowsky traduce le esperienze di corsia sul palco e le trasforma in un momento di riflessione, anche in una sorta di “farmaco preventivo” per superare momenti di questo tipo. Innanzitutto ci vuole una guida. Mai fatto caso al fatto che negli ospedali va tutto al contrario? Il posto più gelido è la “camera ardente”, al pronto soccorso si passa col “rosso” e col “verde” si aspetta, ci sono le corsie ma guai a correre! Fra pazienti impazienti, primari-star e parenti ingombranti… una risata ci dimetterà!

 

Il poliedrico mattatore Nicola Pistoia pilota con crescente humor questo reality show dalle battute irriverenti e sottili, narrando con diabolica ironia il clima goliardico che imperversa nelle sale sanatorie, con l’assoluta convinzione che l’efficace medicina davanti alla malattia sia una fervida tenacia. Ci richiama così ad un atto di meditazione rispetto alle nostre posizioni di malati inguaribili, che se la fanno addosso anche per la più banale affezione. Il grande Flebowsky dà prova di riuscire pienamente in questo intento, non solo impara a ghignarsi dei propri dolori, ma cerca di proporre una visione alternativa, un’interazione più bilanciata tra malati, medici e cliniche: una condotta indolore nell’approcciarsi alla patologia, auspicando a una “buona sanità” di vivere che diventa una prassi quasi paradossale ma amabilmente smaliziata e contagiosa, una forma di prevenzione per meglio affrontare possibili ricoveri.

 

Con questa esilarante comicità, tutta da gustare, ecco che la messinscena diventa terapeutica, il sorriso si trasforma nella fonte di ispirazione per i pazienti più insanabili, unico sollievo contro tristezze e rassegnazioni più ostinate. Un messaggio importante che invita a riflettere senza farci perdere mai di vista ciò che più conta nella vita, apprezzando l’emissione di ogni singolo respiro che fuoriesce dai polmoni, di cui troppo spesso ci dimentichiamo il vigore.

 

Sicuramente una scrittura con le bollicine quella che sgorga da questo spettacolo, un’ironia piena di doppi sensi, di piacevole spontaneità e consistenza per i temi trattati. Il susseguirsi di brillanti gag dalle tinture accattivanti ne fanno un varietà dinamico e medicamentoso, un’anestesia locale filtrata da flebo ossigenanti che ben eclissano dolenze e preoccupazioni, prezioso souvenir da portare a casa e custodire con cura, anche vicino alla portata dei bambini.

 

Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695.

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