VITERBO – Per iniziativa dell’Ordine dei medici di Viterbo e delle sezioni viterbesi della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia ), si è svolto sabato 21 novembre 2015 presso la sede dell’Ordine dei Medici – Chirurghi ed Odontoiatri di Viterbo, l’incontro sul tema “Indagini di popolazione sull’uso dell’acqua e sulle abitudini alimentari in  relazione all’inquinamento da arsenico nelle acque  e monitoraggio dello stato di salute della popolazione nell’area del Viterbese” .

Presenti all’incontro cittadini, giornalisti, rappresentanti di comitati impegnati nella difesa del territorio e della salute, il professor Osvaldo Ercoli e per la Asl di Viterbo il dottor Calabe Barbetta.

 

Il dottor Bernardino Bernardini ha aperto i lavori portando il saluto, l’apprezzamento e il sostegno all’iniziativa dell’Ordine dei medici di Viterbo, il dottor Luciano Sordini, segretario della Fimmg di Viterbo, ha ricordato l’impegno dei medici di medicina generale relativamente a questo importante tema sanitario e ambientale, impegno che negli ultimi anni si è concretizzato anche in corsi di formazione rivolti ai medici, informazione ai cittadini e collaborazione a studi di ricerca condotti tra i residenti della provincia di Viterbo.

 

La dottoressa Antonella Litta referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde, ha esposto i dati di malattia e mortalità relativi alla popolazione della regione Lazio evidenziando la necessità di ridurre l’esposizione a fattori inquinanti e tra questi anche l’arsenico come prima e vera misura di prevenzione e tutela della salute, in particolare della salute dei bambini.

 

Le dottoresse Paola Michelozzi e Daniela D’Ippoliti del  Dipartimento di Epidemiologia – SSR(Servizio sanitario regionale) del Lazio – U.O.C. Epidemiologia Ambientale, hanno presentato e commentato i risultati dello studio “ Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili : studio di coorte nella popolazione residente nella provincia di Viterbo, 1990-2010” e hanno illustrato lo stato di avanzamento e le criticità attuali della terza fase della ricerca “Valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute dell’esposizione ad arsenico nei comuni del Lazio” che coinvolge un campione di circa 1500 soggetti residenti in alcuni comuni della provincia di Viterbo e in alcune aree del Comune di Roma.

 

Dopo i risultati degli studi precedenti che hanno osservato un elevato gradiente di rischio per le persone al crescere del livello di esposizione all’arsenico nelle acque- in termini di eccesso di mortalità per il tumore del polmone, le malattie del sistema circolatorio, le malattie respiratorie e il diabete – la terza fase dello studio si pone come obiettivo quello di indagare anche il tipo di acqua bevuta (da pozzo e/o da rete), le abitudini alimentari (uso di prodotti locali, consumo di pesce etc.), i rischi occupazionali, e gli stili di vita al fine di soppesare anche eventuali fattori di rischio confondenti.

 

A conclusione delle due relazioni numerosi gli interventi, le domande e le proposte da parte dei partecipanti e l’impegno della Fimmg di Viterbo e dell’Ordine dei Medici per agevolare questa terza fase di ricerca attraverso un maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale e una azione di sensibilizzazione su tutte le istituzioni locali.

 

Da questo incontro anche un rinnovato appello affinché si attuino interventi rapidi e risolutivi per la completa dearsenificazione delle acque ad uso potabile in quei comuni della provincia di Viterbo che continuano a presentare valori fuorilegge di arsenico ma anche di fluoro.

 

Sottolineata e ribadita anche la necessità di una maggiore frequenza dei controlli circa la qualità delle acque erogate ad uso umano e l’urgenza di studi di monitoraggio dello stato di salute delle persone e in particolare dei bambini per patologie correlabili anche all’esposizione all’arsenico, attraverso progetti di prevenzione che prevedano l’esecuzione di visite ed esami mirati, totalmente gratuiti e che possano almeno in parte “risarcire” a livello sanitario l’esposizione ultradecennale all’arsenico generata mancato rispetto delle vigenti disposizioni di legge.

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