VITERBO – E’ un’ opera ‘’unica’’ in senso pieno. Sarebbe grave errore leggerla solo da un punto di vista estetico, per quanto la perfetta saldatura delle studiate interazioni poligonali e dei colori crei il senso di un viluppo armoniosamente vivo, una torsione del bandolo misterioso che cattura occhi e mente insieme.

E’ un’ opera bella, questo è chiaro. Ma non è il risultato di un libero gioco di fantasia. E’ una rappresentazione simbolica, costruita con rigore matematico in ogni sua parte e persino nel perimetro del rettangolo aureo ( cm.50 x 81 ) che la racchiude: nessun dettaglio è casuale o ridondante.

L’ autore, Pietro Sarandrea, l’ ha composta ’’ con ispirazione pitagorica’’, come si legge in una nota privata scritta di suo pugno su una copia consegnata a persona che lui riteneva in grado di comprenderne il senso. Sul retro della copia è tracciata a penna una ‘’ descrizione speculare ‘’, di fatto una esplicitazione di ciò che non è evidente al profano. Non chiunque riesce infatti a riconoscere in alto il triangolo ( cm. 30 / 40 / 50) ottenuto per dimezzamento del rettangolo perfetto di Pitagora e generatore dell’ intera composizione, ma non evidente perché scomposto da altre proiezioni e dalle lievi curvature della ‘’ spirale aurea ‘’ proveniente dal basso. Da dove? Dal cuore del pentagono stellato le cui diagonali, intersecandosi, non solo hanno generato un ‘’ doppio rovesciato ‘’, e in miniatura del pentagono, ma anche sezioni auree che le dividono in segmenti il cui rapporto è il ‘’ numero aureo ‘’ ( 1, 618… ), un numero irrazionale che è rappresentabile come una spirale logaritmica ‘’ aurea ‘’, appunto, cioè tale che il rapporto tra i suoi raggi consecutivi sia costantemente il numero aureo ( 1,618…). L’ autore mostra il punto generatore di tale spirale nell’ intersezione ‘’ aurea ‘’ del lato superiore destro del mini pentagono e ne traccia il percorso curvilineo che, ammorbidendo i contorni della figura, la dinamizza in un virtuale trascinamento che suggerisce la vita: dall’ archetipo matematico alla vita, ma essa pure matematica in quanto la spirale che rappresenta il numero aureo è omologabile a quella che rappresenta la successione di Fibonacci, simbolo della vita, in cui il rapporto tra numeri consecutivi già fra l’ 11° ( = 89 ) e il 10° ( = 55 ) converge verso la phi.

Il quadro è stato composto ‘’ con ispirazione pitagorica’’. E in effetti il pentagono stellato era il simbolo della scuola pitagorica. Ma come la mettiamo con il rapporto irrazionale delle sezioni auree che nel pentagono celebrano il loro trionfo? La tradizione ci ha consegnato una filosofia pitagorica severamente fedele al concetto di numero razionale, finito e misurabile: attraverso l’ opera-simbolo di Pietro Sarandrea si apre un ventaglio di interrogativi, anche storici. Persino il simbolo ( pentagono stellato ) appare completamente ristrutturato, o forse è solo completato ed esplicitato. Ma qual’ è il senso? Spingerci a cercare la razionalità numerica celata in rapporto solo all’ apparenza irrazionale.