Il testo – punta di diamante del progetto europeo “Eu Collective Plays!”, dedicato alla promozione della scrittura collettiva e del teatro polivocale – è un testo a sei mani firmato, insieme a Gian Maria Cervo, dai Fratelli Presnyakov, autori russi di origine iraniana rappresentati con successo nei più grandi teatri d’Europa (dal Teatro d’Arte di Mosca al Royal Court di Londra) e sceneggiatori di grandi cineasti come Nikita Mikhalkov (in uscita nel 2020 il film “Chocolate Revolver”) o Kirill Serebrennikov. Lo spettacolo, diretto da Pierpaolo Sepe, è ambientato nelle oscure atmosfere dell’economia turbocapitalista. La situazione ‘liquida’ dei lavoratori contemporanei – fatta di solitudini, bisogni e paure – e la materia oscura dell’universo – tra viaggi nel tempo e possibili mondi paralleli – diventano metafora l’una dell’altra, in un percorso che inizia con il crollo della Lehman Brothers, e abbraccia gli ultimi dieci anni della storia globale per raccontare il mondo erratico di oggi, sempre a un passo dalla caduta.

 

12 / 13 novembre – Supercinema Tuscania (anteprima assoluta)

FREETIME

di Gian Maria Cervo e dei Fratelli Presnyakov.

Regia di Pierpaolo Sepe.

Con Riccardo Festa, Daniela Giordano, Giorgia Masseroni, Giuseppe Orsillo, Sara Meoni, Petar Novakovic e altri membri del cast in corso di definizione

 

“Freetime”, scritto da G.M. Cervo e dai Fratelli Presnyakov (Oleg e Vladimir Presnyakov), adotta la serie teatrale originale di Gian Maria Cervo “Il tempo libero” come found materials che prendono nuova forma in un’opera teatrale in cui le situazioni liquide dei lavoratori contemporanei e i viaggi attraverso il tempo e gli universi paralleli diventano metafore le une degli altri. Al centro del testo sono le paure, la solitudine, la materia oscura dell’universo, il bisogno di qualcuno nella propria esistenza di un gruppo di persone le cui relazioni ed esperienze erratiche descrivono il mondo erratico di oggi che è sempre solo a un passo dalla caduta.

 

Iniziando con il crollo della Lehman Brothers, ambientata nelle oscure atmosfere dell’economia contemporanea, l’opera attraversa gli ultimi dieci delicati anni di storia europea e globale. La storia è stata sviluppata attraverso un “treatment” (emendato e perfezionato nel corso degli incontri) che Cervo e i Fratelli Presnyakov hanno composto durante la prima settimana di lavoro collettivo. In quella stessa settimana gli autori si sono divisi i compiti di scrittura delle scene. In una fase successiva Cervo ha dato feedback ed emendato le scene dei Presnyakov e i Presnyakov hanno fatto lo stesso con le scene di Cervo. Un duo di traduttori, Amedeo Pagliaroli e Polina Tsypilova, è stato a disposizione dei drammaturghi per le traduzioni rispettivamente dal russo all’italiano e dall’italiano al russo. Gli incontri diretti tra gli autori si sono invece tenuti in lingua inglese e in inglese è stato proposto il primo reading del testo all’Oslo International Acting Festival (nella traduzione dell’attore e drammaturgo inglese Giles Smith).

 

Racconta Gian Maria Cervo a proposito del processo creativo: “Alla fine del reading a Oslo ho fatto vedere a Oleg e Vova (Vladimir) l’immagine che mi aveva accompagnato durante la stesura delle mie sezioni del testo, l’affresco di Luca Signorelli La resurrezione della carne che si trova nel Duomo di Orvieto. All’inizio pensavo che fosse un’immagine molto personale ma poi quando ho visto la scena di Oleg e Vova in cui sono protagonisti TORSO e MANO (che ho solo molto minimamente e parzialmente modificato) ho capito che per qualche strana ragione l’idea della resurrezione della carne doveva essere stata pervasiva in tutti noi. Ma c’è anche un’altra opera pittorica che per me evoca la struttura narrativa dell’opera: La deposizione di Viterbo di Sebastiano del Piombo, realizzata su cartone di Michelangelo. Lì ai piedi della Madonna si vede un bellissimo Cristo morto la cui pelle non è pallida come quella che normalmente avrebbe un cadavere. La carnagione è piuttosto scura. Sebastiano vuole rappresentare una specie di pre-fase o primissima fase della resurrezione. Quella del Cristo morto di Sebastiano è un’immagine ambigua, non si capisce se di un cadavere o di un uomo che sta risorgendo. Credo che con l’alternanza di scene cinematografiche (con dei momenti cool fun) e monologhi di storiografia critica io, Oleg e Vova abbiamo inconsciamente creato l’immagine di un’umanità cadavere che potrebbe essere sul punto di risvegliarsi ma che non può essere ancora vista risvegliata.”

www.quartieridellarte.it

 

Costo biglietti: Intero 7 € – Ridotto € 5 (under 26 / over 65 / studenti)
(posti limitati, si consiglia la prenotazione)

Info e prenotazioni: [email protected]
Tel. 347.8874694