VITERBO – Giardini papali a Viterbo?! Chi ne ha mai sentito parlare oppure vedere? Eppure esistono o quanto meno possono esistere. E’ questa la motivazione del progetto: I giardini papali di Viterbo. Là dove passeggiando meditavano i Papi” che il prof. Paolo Giannini ha presentato proprio in questi giorni al Vescovo Lino Fumagalli il quale congratulandosi per il lavoro, si è dimostrato molto favorevole.

 

Dietro il Duomo e il Palazzo Papale il promontorio si allunga per una notevole distanza e ciò è perfettamente visibile da qualunque lato ci si volga verso il colle del Duomo. Tale spazio verde suddiviso in diversi livelli fino ad alcuni decenni era ancora coltivato da un colono che risiedeva sul posto nell’unica e medievale costruzione ancor oggi esistente e visibile. E non si tratta di uno spazio limitato perché la sua estensione si aggira all’incirca su due ettari. Che non sono pochi!

 

Oggi vi crescono vigorose piante di ulivi residui della sua coltivazione. Sui fianchi dirupati si aprono numerose grotte, un tempo abitazioni e in seguito diversamente utilizzati come luoghi di ricovero per bestiame, fieno e attrezzature agricole: Molto interessanti i diversi cunicoli etruschi I vari livelli sono collegati sul fianco meridionale, quello che volge verso Pianoscarano. da una agevole strada ricavata nel tufo ove abbonda anche materiale architettonico diverso scolpito nel peperino come colonne, epigrafi e decorazioni. Notevole è la presenza dell’acqua che vi giunge per antichi diritti e tubature e che alimenta due artistiche fontane e grandi vasconi. In somma ci sono tutti, ma proprio tutti i presupposti, per ri-creare gli antichi giardini con laghetti e ruscelli e aiuole piene di fiori diversi per tutte le stagioni ed alberi legati alla nostra flora.

 

E ciò prendendo spunto da quello che nei monasteri medievali era l’Hortus Conclusus ove si coltivavano fiori per gli altari, vegetali per il nutrimento e erbe officinali per la cura del corpo. Inoltre, come è scritto nel progetto, un grande e splendido panorama si offre alla vista di chi vi entra e passeggia. “Dall’alto del promontorio si ha una visione che spazia nel territorio per campagne e colline fino a Tuscania con la piccola catena dei Monti Cimini alle spalle, l’emergere dell’altura di Montefiascone, la verde pianura viterbese fino a giungere alle acque del Tirreno e al massiccio del Monte Amiata. E’ un panorama che altrimenti, nella stessa città di Viterbo, non è possibile riguardare e che rende visibile e intuibile la posizione strategica della città nel più ampio territorio ed il motivo storico del suo insediamento umano e della sua crescita.” Tale trasformazione andrebbe e tutto vantaggio del turismo nazionale ed internazionale. I Giardini papali di Viterbo sarebbero davvero un nostro fiore all’occhiello e sarebbero alla pari con quelli Vaticani, quelli di Castel Gandolfo recentemente aperti al pubblico.

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