VITERBO – Giovedì, 26 novembre 2015 ore 16, presso la sede della Fondazione Carivit, via Cavour, 67 Viterbo (Palazzo Brugiotti), sarà presentato il libro “Gioco e Giocattolo”, contenente gli atti del XIII incontro di “Tra Arno e Tevere. Incontri, che avvengono annualmente in autunno, con temi sempre diversi, e che si svolgono nel Museo Delle Tradizioni Popolari di Canepina.

 

Nella sua opera “Homo ludens” (1938), il saggista olandese Johan Huizinga sostiene che quattro sono le caratteristiche più importanti del gioco.

 

1) La libertà del soggetto: il gioco è un atto libero, che si compie solo perché procura gioia.

 

2) Il gioco non rappresenta la vita vera. Il bambino sa che quando gioca fa per scherzo, è una finta, ma lo compie ugualmente con grande serietà.

 

3) Il gioco è limitato nel tempo e nello spazio.

 

4) Il gioco porta in un’altra dimensione, che è nella parte più intima dell’uomo.

 

Il gioco non rappresenta un’attività puramente infantile, bensì una necessità insita nell’’adulto di ogni età, che sente il bisogno di impegnarsi in particolari esercizi congeniali alla propria personalità e che gli permettono di soddisfare pure certe esigenze di competitività e di evasione necessarie al proprio equilibrio psichico e fisico. E’ comunque il bambino a dedicare la maggior parte del tempo e delle energie ad attività ludiche; nel gioco il bambino scarica l’energia repressa nelle ore scolastiche, allaccia amicizie, esprime liberamente la sua creatività e si diverte a calarsi nel mondo dei “grandi”.

 

Fin dall’’antichità i bambini avevano a disposizione numerose opportunità di gioco legate alla vita all’aperto e all’’utilizzo di materiali facilmente reperibili nell’ambiente(sassi, pezzi di legno, avanzi di stoffa..): è interessante notare come in tutto il mondo i giochi più elementari siano molto simili tra loro e accomunino bambini di etnie e lingue diverse. Ne parleranno: Elvira Federici, Massimo Fornicoli, Aurelio Rizzacasa.

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