PROVINCIA – In molti, anche abitanti limitrofi non conoscono il mausoleo di Canuleio, è una piccola collina tra Bolsena e Montefiascone, tratto di strada in cui un tempo sorgevano i tumoli Etruschi, raffigurati anch’essi come il mausoleo tra le pagine del libro di Adami “ Storia di Volseno “.

 

Il mausoleo è alto 15 mt. , l’interno a la forma di una croce greca con i quattro bracci ricoperti interamente in peperino, è ancora ben conservato e al centro di essa fu trovato il suo sarcofago in pietra che recava scolpito il nome del console romano. Lucio Canuleio, alla sua morte volle ritornare nella terra dei suoi avi.

 

La storia del console pare terminare qui ma ecco che spunta un particolare, una tomba gemella scoperta a Roma in via Appia antica costruita nel III secolo a.C. circa, purtroppo per ora non sappiamo a chi era appartenuta ma esistono degli indizi:

 

Il primo è la forma a croce molto rara e identica a quello bolsenese, il secondo è che risulta essere un calendario astronomico, infatti le finestre a bocca di lupo sono orientate in modo da illuminare il centro della stanza nei giorni degli equinozi, anche a Bolsena ci sono lo stesso tipo di aperture e nella stessa posizione ma portano ad un ambiente sotterraneo completamente interrato.

 

Ultimo indizio ma non meno importante, è il fatto che in nel 445 a.C. a Roma viveva il tribuno Gaio Canuleio che riuscì a far approvare la “ Lex Canuleia de Conubio “ che permetteva ai patrizi ed ai plebei di sposarsi tra di loro, proprio come stava accadendo anche nella città di Velzna, sarà poi la causa principale della sua distruzione.

 

Ora concludendo, penso di aver trovato in Gaio Canuleio colui che aveva fatto costruire il mausoleo del equinozi, legato al culto della dea Nortia e di aver scovato un’altro tassello per individuare il punto in cui era stata costruita Velzna: presumibilmente Bolsena.

 

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