VITERBO – Molti penseranno ad un errore, già considerarne un ottavo re di Roma sembra sbagliato ma addirittura un nono si direbbe una vera e propria fantasia. Nion è così, tutto si basa su di una intuizione, verificando un avvenimento accaduto nel VI sec. a.C. in cui sono presenti anche alcuni re del 750 a. C. e qui è giusto chiedersi sono errati i nomi, oppure sono due episodi separati?

 

Tito Tazio l’ottavo re di Roma, il dimenticato è la risposta a tutto. Il re sabino entrò nella storia dopo il famoso “ Ratto delle Sabine” effettuato da Romolo per trovare le donne ai romani e accrescere la città, questo è un fatto noto è accaduto poco dopo la fondazione di Roma, ma ecco l’errore nella ricostruzione sono stati infilati i fratelli Vibenna di Vulci e Tarquinio Prisco e la storia si è aggrovigliata.

 

Per questioni di tempo e spazio io parlerò solo della parte più interessante: la fondazione di Roma.

 

Tito Tazio riuscì ad entrare a Roma in quella che allora era solo una una piccola città fortificata, aiutato dal tradimento di Tarpea, fin qui siamo sulla storia conosciuta, Romolo fu ferito e chiese aiuto ai lucumoni Etruschi che inviarono in suo soccorso il lucumone di Velzna. Galerito questo è il suo nome riusci a fermre il re Sabino prima del suo attacco conclusivo e salvò Romolo da morte sicura. Il re di Roma ebbe un idea e propose a Tito Tazio di regnare insieme a lui, non potè farlo però con il lucumone Galerito morto in battaglia colpito da una lancia sabina, in suo onore il re Sabino portò a Roma Mulciber il dio degli Etruschi e Romolo divise in tre zone le sue terre una per ogni re, donando la parte poi chiamataVicus Tuscus ( Tuscolano ) agli Etruschi e nominandone una sezione Celio in onore al loro dio, essendo questo il nome del mese delle acque a lui dedicato; settembre.

 

Questo è anche il motivo per cui i romani accorsero in aiuto agli aristocratici Etruschi di Velzna e dopo la distruzione della città lì portarono al sicuro nel Vicus Tuscus tra quelli che appartenevano ad alcuni dei loro gruppi famigliari. Cercherò di spiegare con poche parole chi era Mulciber, il dio che addolciva i metalli che nel contempo era anche il dio delle acque si trata solo di due dei quattro elementi, terra e aria appartenevano alla sua controparte Juna. La foto del dio Tevere con i gemelli della Lupa (foto) dovrebbe far capire il funzionamento di parte della religione Etrusca prima dell’inquinamento Greco. M.M.

 

 

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