RONCIGLIONE – Tra il presente e il passato. Tra la fisica e la metafisica. Tra la razionalità del visibile ed il fascino dell’invisibile. E’ su questa linea sottile che Giorgio Nisini, confermandosi una delle più originali e visionarie voci della narrativa contemporanea, ha strutturato la sua ultima fatica: “La lottatrice di sumo” (Fazi), presentata il 7 dicembre al Cubo Festival di Ronciglione.

 

Intervistato da Gianmarco Bellucci, ex alunno del Liceo Ginnasio M.Buratti, l’autore ha parlato dei molteplici temi affrontati nella conturbante trama del romanzo, che va a chiudere una ideale trilogia dell’incertezza dopo “La città di Adamo” e “La demolizione del Mammut”.

 

Il dubbio, l’incertezza, una ossessione irrazionale attanagliano il protagonista, Giovanni Cadorna, un fisico teorico affermato, noto al grande pubblico dopo la pubblicazione di un libro. La sua fede nella razionalità e nella logica vacilla perché un quadro – La lottatrice di sumo, appunto – potrebbe costituire un ponte di comunicazione con Margherita, l’amore puro della sua giovinezza, che glielo aveva regalato prima di morire in un incidente. Potrebbe essere un medium con l’aldilà, se davvero fosse opera di Massimo Golem, osannato quanto misterioso artista esoterico che con i suoi dipinti penetrava nella zona d’ombra tra la vita terrena e l’aldilà.

 

Nisini ha voluto narrare ben più di una storia d’amore che va oltre il tempo: il protagonista è un Orfeo moderno, che si incanala nella tradizione mitologica greca evolutasi passando per i latini Ovidio e Virgilio, sino al novecentesco Pavese ed al cinema dell’ Orfeo Negro di Camus.

 

Il suo è un romanzo di donne, di una femminilità a tinte forti ed insolita per l’occidente: ne è icona orientaleggiante una lottatrice di sumo, che ha nel peso il suo punto di forza e inverte i nostri canoni della bellezza leggera ed eterea. Donne che nel libro sono anche figlie, e ci dipingono ottimamente il topos della sempre difficile comunicazione coi padri.

 

Con l’appoggio di Bellucci, lo scrittore ha incantato il pubblico numeroso e caloroso del Cubo Festival, contribuendo anche quest’anno al successo della poliedrica kermesse ronciglionese, confermandosi ospite fisso e amato della manifestazione.

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