VITERBO – Un passeggiata racconto in compagnia di Federico Fellini, un racconto itinerante per narrare l’antica Roma e il mito delle sue rovine nel cinema del grande regista. E’ quella che propone lo scrittore Antonello Ricci sabato 23 maggio (ore 15) in una performance tra le rovine dello stadio di Domiziano (via di Tor Sanguigna 3) in compagnia di “personaggi e spiriti, comparse e sensitivi”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di RomArché 2015 – VI Salone dell’editoria archeologica, in programma dal 20 al 24 maggio.

 

“Gli antichi romani, quei trucidoni: di qua e di là del Limes, passeggiata Fellini” – questo è il titolo completo – oltre a Ricci vede la collaborazione dell’editore Davide Ghaleb e il supporto artistico di Pietro Benedetti, Olindo Cicchetti (voci narranti) e Roberto Pecci (percussioni “en plein air”). “Pillole” critiche su Roma nel cinema felliniano a cura di Flaminio Di Biagi, autore de “La Roma di Fellini”. Il racconto si snoderà tra suggestioni letterarie, musicali e ovviamente cinematografiche sapientemente dosate dagli attori/narratori.

 

Scrive Ricci, già conosciuto e apprezzato tra il Viterbese e la Toscana per questo tipo di performance che coinvolgono un vasto pubblico: “Il rapporto felliniano con le antiche vestigia, i rocchi di colonna, i busti decollati che affollano Roma, il suo sottosuolo e la campagna fu tutt’altro che estrinseco, bozzettistico o d’occasione. Al cuore stesso della sua poetica filmica, invece. A dispetto però di ciò che comunemente si pensa, l’agone del cineasta romagnolo con Roma e con l’Antico non comincia né si esaurisce nel flusso visionario del “Satyricon”. C’era stato almeno un precedente: la prima tappa di un percorso in cui acquedotti e passeggiate archeologiche avevano smesso di presentarsi in scena con valore di puro e semplice pittoresco scenografico (come puntualmente era accaduto, per intenderci, ne “Il bidone” o “Le notti di Cabiria”) per sublimarsi invece in materia e metafo ra di un discorso “altro”, tutto del profondo. Dove il sottosuolo, le viscere della città eterna vengono riconosciuti e narrati come limes tra mondo dei vivi e regno dei morti, tra “realtà” della vita e sguardo dell’arte (intesa, quest’ultima, quale precaria scintillante epifania di un tempo ritrovato)”.

 

Per informazioni: www.romarche.org. E-mail: ricciantonello@alice.it (curatore dell’iniziativa) – tel. 06.66990234 – 06.66990422.

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