VITERBO – “Un lunedì mattina, tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado non si presentano a scuola. Non è stato dichiarato nessuno sciopero nazionale. Che fine hanno fatto gli insegnanti? Non rispondono al telefono, i cellulari rimangono muti. Che cosa è successo? Si è diffusa un’epidemia che colpisce solo gli insegnanti? E’ la suggestiva situazione iniziale di un bellissimo libro, “ Le ali di Dedalus”, scritto da Emidio D’Amato, insegnante di lingua inglese in un istituto di istruzione superiore di Civita Castellana, pubblicato da La Caravella editrice e presentato presso la libreria Etruria di via Pacinotti.

 

Il romanzo affronta le principali tematiche della scuola, le frustrazioni degli insegnanti a causa dell’indifferenza dei ragazzi per l’istruzione, dell’eccesso di burocrazia,della scarsa considerazione sociale e da parte dei governanti. La cosiddetta riforma “Buona Scuola” non risolve nessun problema ma condiziona serenità,indipendenza, libertà di insegnamento e mostra poco rispetto per un lavoro così delicato e faticoso e per gli insegnanti che lo svolgono tra mille difficoltà.

 

Ed ecco che Emidio, con il suo romanzo, ci indica un modo originale di lottare: un lunedì mattina, tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado non si presentano a scuola e scompaiono misteriosamente. Proviamo ad immaginare le facce dei Presidi-manager-esecutori solerti di direttive ministeriali, che si ritrovano con le classi scoperte e nell’impossibilità di risolvere il problema; immaginiamo le famiglie che si devono tenere i figli a casa, immaginiamo i ragazzi senza l’ancoraggio sicuro che la scuola rappresenta, pur con le sue contraddizioni. Tutta la società si ritrova sconvolta, sconcertata, incredula, smarrita. Finalmente si accorgono degli insegnanti e dell’importanza della loro opera. Ma gli insegnanti non ci sono e questo fa imbufalire tutti. Si aspetta con ansia che la situazione torni alla normalità, anche se vengono ipotizzate tremende vendette verso queste nullità che hanno osato provocare un vero terremoto sociale e scardinare certezze quotidiane, senza le quali la vita diventa molto problematica, caotica e sfocia, spesso, nella violenza e nei conflitti.

 

Tutto questo succede in un’isola immaginaria dell’America Latina, dove Emidio ambienta il suo romanzo, che si snoda attraverso storie e vicende che ci sorprendono, ci divertono, ci fanno riflettere. Storie di varia umanità: l’amore in tutte le sue forme, rapporti familiari problematici che comunque trovano delle soluzioni, persone apparentemente sconfitte che hanno perso tutto, ma che riescono a vincere e a recuperare dignità e giustizia,grazie all’intelligenza e alla determinazione che non li fa arrendere. Il messaggio del libro è positivo senza essere utopistico. Il linguaggio efficace, senza retorica, è moderno e caratterizzato da aspetti attuali: approfondita conoscenza dell’informatica ( di cui Emidio è un raffinato esperto) e della musica più significativa (altra grande passione dell’autore). Rivela anche una sottile e diffusa malinconia per un mondo che lui, come noi, vorrebbe più rispettoso dei diritti e dei sentimenti e sofferenze degli esseri umani.

 

Emidio sostiene che questo romanzo non ha finalità pedagogiche e che lui l’ha scritto così come si formava nella sua mente, quasi a sua insaputa. Il libro rivela il grande amore dell’autore per il suo lavoro, le sue approfondite conoscenze informatiche, musicali, culturali ( Saramago, Garcia Marques, Joyce etc,) , la sua grande umanità e capacità di empatia verso l’umanità sofferente per i diritti negati e per i soprusi che i prepotenti, i corrotti, i malvagi impongono a chi non può opporre azioni di contrasto perché si trova in condizione di bisogno ed è, perciò, impotente. Emidio ci ha, però,dimostrato come,con intelligenza e determinazione, si può cambiare il corso delle cose. Bisogna liberarsi dall’apatia, dalla rassegnazione e dal pensiero che tanto non c’è niente da fare. Invece si può fare. ( podemos, come direbbero in Spagna) Oggi abbiamo un grande alleato, il Web. Con la Rete,usata con intelligenza, possiamo cambiare il mondo, come sta già avvenendo. Addirittura è possibile una rivoluzione efficace e comoda, seduti sulle poltrone di casa, senza fatica e scontri sanguinosi e armati.

 

Forse non si può stabilire con chiarezza perché qualcuno scrive un romanzo, ma mi fa piacere che Emidio l’abbia fatto: il libro mi ha divertita, interessata,appassionata, confermata in alcune mie convinzioni.” Le ali di Dedalus” merita un posto particolare nella nostra biblioteca e nel nostro personale bagaglio di conoscenze e non sfigura certo tra le altre opere riconosciute per il loro valore culturale. Emidio, a quando un secondo romanzo così originale e coinvolgente?”

 

Maria Immordino
Solidarietà Cittadina

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