SAN LORENZO NUOVO – L’anno scorso alla chiusura degli scavi sulla cima del Monte, l’Universita Ca’ Foscari e alcuni archeologi dell’Etruria meridionale riunitisi nella sala comunale di San Lorenzo Nuovo, diedero per scontato l’idendificazione della divinità a cui il tempio dovrebbe essere stato dedicato: Ercole.

 

Sono giunti a questo risultato elaborando le prove raccolte durante gli anni di scavo ma su circa 2000 reperti ritrovati hanno preso in considerazione solo quattro frammenti di tegole. Di questi due avevano una clava in rilievo e due chiaramente romane avevano impresso parte del bollo laterizio, una riportava le lettere HE l’altra con IERGAS.

 

Fin qui sembra tutto regolare però, c’è da considerare che le clavette sulle tegole non sono nodose come invece era la clava di Ercole, inoltre personalmente considero errato acquisire parte di un marchio di fabbrica del costruttore di tegole per ricomporre il nome di un dio e non mi spiego poi come mai sono state invece tralasciate altre testimonianze che a me sembrano determinanti per l’identificazione sicura del sito.

 

Prendiamo ad esempio la pietra con epigrafe con sopra inciso in alfabeto Etrusco Velch e accanto un simbolo solare ( una svastica ) se si unisce questo ad altri elementi comprovanti, come il luogo in cui è stato costruito, si tratta della cima di un antico vulcano, il ritrovamento di parte di una barba in bronzo appartenente ad una testa Etrusca a grandezza naturale ed anche il toponimo, la popolazione limitrofa chiama il monte al femminile Landra e questo conoscendo le religioni antiche può aiutare a spiegare parte del mistero del nome.

 

In uno specchio mistico bronzeo ritrovato in una ricca tomba di donne, sita a S. Angiolo alle radici del monte Landro, sono raffigurati alcuni dei tra i quali Amantea, distinguibile oltre che dal nome che reca inciso sopra la testa, dal pargolo che tiene in braccio( uno dei Lari ) . Amantea è conosciuta dai romani per essere stata la madre di Romolo e Remo e chiamata col nome di Larunda che ricorda molto il toponimo Landra usato dagli abitanti di San Lorenzo Nuovo.

 

Ma le assomiglianze non finiscono qui infatti Larunda era chiamata anche Losna e il suo nome in Etrusco figura sul fegato di Piacenza insieme a quello del dio Velch. Questa diade è quella identificata come dei Veltha i dei del Fanum, sono gli opposti la luna e il fuoco e nei momenti di collera verso gli umani usciva dalle viscere della terra il mostro Volta. Anche per il mostro la spiegazione è semplice, uno studio ottocentesco che si occupato della catena vulcanica dei Volsini cita che “ sul monte Landro esiste ancora sulla cima una delle bocche del vulcano ancora attiva dalla quale esce un fumo caldo che d’inverno scioglie la neve”.

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