Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – Nel contesto della Festa del libro che si sta tenendo nei locali della scuola “O. Golfarelli” in Montefiascone, questo pomeriggio, vi è stata la presentazione del romanzo per ragazzi, lavoro della scrittrice Angela Nanetti, dal titolo “Mio nonno era un ciliegio”.

 

E’ stata la stessa scrittrice a tenere la relazione, durante la quale, ha sempre dialogato con i ragazzi della quinta C, che avendo letto il volumetto, erano molto attenti ed hanno effettuato una serie di domande molto importanti ed adeguate all’argomento trattato nel romanzo stesso. Qualcuno, su richiesta della scrittrice, ha manifestato le sensazioni che aveva provato nel leggere il libro dalla storia toccante che, in qualcuno ha suscitato commozione, in altri forte emozioni, in altri ancora profonde riflessioni. Qualcuno non si è risparmiato di dire che, nelle sue percezioni più varie, si inteso coinvolto nel racconto stesso, mentre qualche altro ha identificato il racconto con l’esperienza di vita che viviamo al di la di chi siano i personaggi attori nel romanzo. Il protagonista, Tonino, sembra vivere dentro la realtà che noi viviamo. Il nonno vive nella pianta di ciliegio che appare sempre in modo diverso; verde quando ha le foglie, bianco quando è in piena fioritura, rosso quando è carico dei preziosi frutti, grigio nel periodo invernale quando è privo di tutto. Nella storia vi sono due gruppi di nonni: una riflettente la coppia di nonni cittadini, l’altra riferita alla vita dei nonni nella campagna in un confronto degli atteggiamenti tra di loro.

 

Il nonno di campagna fa fare le esperienze della vita reale a Tonino, lo fa salire sull’albero, non ha tempo per farlo giocare portando così Tonino al livello degli adulti, dividendo con lui le sue esperienze.

 

La scrittrice nel suo lavoro valorizza la personalità del ragazzo, lo rispetta nella sua dimensione, in un dialogo alla pari per poi incontrarsi nella diversità dell’iter formativo del ragazzo. Dialogare alla pari, se pur in stadi diversi ma, comunque, sempre alla pari pur nella diversità. Ognuno è diverso dagli altri quindi il dialogo è un arricchimento vicendevole nello scambio dell’esperienze. Un codice che permette di relazionarsi anche tra età diverse. Il nonno rappresenta il perduto, il ciliegio la memoria del passato, Tonino l’esperienza di vita vissuta nel presente.

 

La lettura è una passione ha affermata la scrittrice, essa non si trasmette ma si provoca, essa non s’insegna poiché è qualcosa di personale innato nel uomo, però la si può alimentare ed aiutare a svilupparsi. La lettura diventa momento d’immagazzinamento di parole, di concetti, di stile di parlare e scrivere. Chi scrive abbreviato con i moderni mezzi non è che non ha altre parole ma sa dosare quelle che gli servono; chi ha poche parole è costretto ad usare sempre le medesime in modo restrittivo con una conseguente povertà di linguaggio; chi ha molte parole può parlare sia in modo esteso che ristretto avendo in se un forte bagaglio. Il volume ha avuto un grande successo ed è stato tradotto in oltre venticinque lingue comprese quelle del medio ed estremo oriente, ove, il Giappone è stato il primo paese ha tradurlo; ultimamente è stato tradotto anche lingua Ucraina.

 

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