PROVINCIA – Dove si riunivano i popoli Umbri ed Etruschi per festeggiare i loro dei? Sul rescritto di Spello si legge che i popoli antichi si riunivano vicino Volsini ma in quale luogo fino ad ora non si era scoperto ma alcuni elementi come il fatto che alle fonti del Clitunno fosse stato eretto il tempio di Minerva/Iside possono dare dei validi punti da cui partire.

 

Bisogna sapere che Nortia era la dea delle acque e il suo tempio di solito era vicino ad una sorgente e che minerva era chiamata Nortina, quindi la similitudine è perfetta.

 

Per svelare il mistero si deve però intersecare i dati per individuare una zona in cui era possibile riunire migliaia di persone e centinaia di animali, dove c’era acqua e cibo in abbondanza per tutti.

 

Un sito possibile è, le rive del lago di Bolsena.

 

Ma analizziamo le corrispondenze archeologiche in modo da avere un quadro completo della situazione. Gli antichi popoli del centro Italia si riunivano in un luogo imprecisato per una grande festa che sfociava con la ricorrenza della chiusura dell’anno che veniva caratterizzata con infissione del chiodo sacro nel tempio della dea Nortia.

 

Per chi non lo sapesse, i romani consideravano Nortia e Minerva come un unica dea, lo testimonia un cippo ottagonale dell’epoca imperiale ritrovato a Bisenzio, con inciso “ Minervae Nortinae Sacr. Laebutius LF.Sab. Saturnanus. “

 

L’infissione del chiodo, ci ricorda poi Cincio Alimento era eseguita fin dal IV secolo a.C. e Tito Livio riferisce che il tempio già da allora era aput Volsinius lo ricorda parlando di Nortia, con la stessa frase ripetuta anche sul rescritto di

 

Spello, ma in quale luogo si trovava?
Alcuni particolari possono aiutare la sua individuazione, nel santuario del monte Landro è stata ritrovata una punta di lancia, un arma che aveva anche Minerva, il temenos ( il recinto sacro ) del tempio ha una forma allungata nella parte nord che le dà una forma trapezio, i templi di Minerva avevano il temenos trapezoidale.

 

Se vi chiedete come mai era costruito sopra un vulcano, la risposta è facile, si pensa che quello un tempo era il tempio del dio Vulcano fino al momento della distruzione di Velzna e del Fanum, la sua statua ovvero sia quella del Voltumna dei latini fu portata a Roma e il suo tempio alla sua ricostruzione fu forzatamente dedicato alla sola dea Nortia, i volsiniesi disperati chiesero invano al dio di ritornare al Fanum ma lui preferì rimanere a Roma. ( Così scriveva Properzio nelle sue eligie).

 

Nel III secolo d.C. Maximiano emanò una nuova legge scolpita su di una lapide marmorea ritrovata nel 1560 a Roma e riportata dal Grutero, in cui si ordinava di trasferire i templi di Voltumna dai monti alle pianure, forse sarà il solito caso ma la frequentazione umana del tempio del monte Landro è stata stabilita proprio in quel secolo.

 

Dopo quella data si può solo cercare di intuire in quale sito può era stato ricostruito il tempio e dato che Nortia era legata all’ottagono e alle sorgenti, il luogo potrebbe essere sotto la chiesa di San Giovannino in Val di Lago, dove è noto si svolgeva la grande fiera annuale che venne dismessa a fine 700.

 

Tale chiesa oltre alla forma ottagonale si trova a far parte di una linea retta che tocca diverse chiese, edifici e castelli di forma ottagonale sparsi nel territorio ed inizia dalla piazza di San Lorenzo Nuovo.

 

Forse si tratta solo di una serie di coincidenze, come quella che l’ottagono era legato ai templari e che era il simbolo dei 4 elementi, ma penso se non sia il caso di chiedersi come mai, con le nuove scoperte tutto coincide sempre con la teoria che il santuario sacro degli etruschi sia sempre stato legato ai Volsini.

 

Per approfondimenti Sabato 24 ottobre 2015 – ore 17:00 . “Teatro dei Calanchi” – Lubriano (VT). Relatori Osvaldo Carigi e Giovanni Feo.

 

combinatoria 4 elementi

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