L’esaltazione istintiva degli impulsi passionali mossi dalla sensualità. Il profumo della vita. Nei suoi valori ancestrali regna alla base dell’erotismo il desiderio atavico di riprodursi mirando alla evoluzione della razza. Anche nei rapporti meno nobili, inconsciamente l’origine risiede in una delle qualità più alte della vita. Come tanti altri valori, purtroppo, la società odierna tende a mercificare anche la sessualità come un comune prodotto. Slegare i sensi dal corpo e approfittarsi della decadenza umana, nell’ambito affettivo, sentimentale.

Il Centro d’Arte Me vuole essere un faro continuamente illuminato che indichi la via empirica della vita. Il piacere dei sensi, un gustoso allenamento al sentire, come esperienza, come stimolo vivo sulla pelle. I cinque sensi sono gli unici percettori utili a ricevere la realtà che ci circonda. Gli stimoli ricevuti dall’esterno alimentano la nostra creatività, ci rendono vivi. Le sensazioni più accese danno origine alle emozioni, le emozioni selezionate dal raziocinio si trasformano in motivazioni, e poi in azioni. In gesto. La scrittura della nostra vita, della nostra realizzazione. Quando si afferra la penna con due mani la realizzazione acquisisce un valore eccezionale: la condivisione. La sessualità come per la danza è un incontro di corpi, un dialogo fatto di sensi e di piacere. Non servono parole. E’ per onorare e esaltare la vita!

Venerdì 17 luglio il Centro d’Arte Me inaugura la mostra di Elisa Garofani come denuncia di un mondo elevante infangato dalla strumentalizzazione delle patologie umane. La presentazione della giovanissima artista.

“Attraverso il mio lavoro indago il tema della sessualità e come questa, manipolata a fini consumistici da una società capitalista, materialista e ancora di forte stampo patriarcale come quella occidentale, influenza in maniera diretta gli individui, i loro rapporti sociali e la loro percezione del mondo.

Della sessualità mi interessa il corpo come oggetto e l’oggetto come corpo del godimento, due soggetti di cui esaspero la sensualità della superficie sensibile attraverso l’uso del make-up, elemento pittorico fino a qualche tempo fa di esclusivo dominio femminile il cui scopo primario è proprio quello di manipolare l’aspetto fisico superficiale delle persone al fine di renderlo il più conforme possibile ai canoni di bellezza vigenti.

Il tipo di perversione che con il mio lavoro vorrei far emergere è quello insito nella contemporanea liberalizzazione e successiva mercificazione del sesso da parte del sistema consumistico, che ha portato alla decostruzione di qualsiasi legame empatico che comunemente si dovrebbe instaurare nello scambio reciproco tra individui. Un processo di estraniazione dalla propria e dell’altrui coscienza individuale che contribuisce all’isolamento di cui ormai siamo vittime e che ha portato ad un’alienazione rispetto alla maniera di percepire e di rapportarsi con l’altro da sé. Un sistema di coercizione subdolo molto violento se si pensa alla forte influenza che la sfera sessuale esercita sugli innumerevoli aspetti della nostra vita quotidiana e sul peso che essa ha nel nostro ormai fragile equilibrio psichico.

Attraverso questa violenza di fondo vorrei conferire alla sensualità insita nei miei lavori un latente tono drammatico”.

Elisa è nata a Frascati nel 1993, ha conseguito il diploma accademico di II livello presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma con il massimo dei voti. La sua determinazione e la creatività dal sapore autentico ha convinto Andrea Cagnetti, direttore artistico del Centro d’Arte Me.

La serata inaugurale sarà accompagnata da una cena di pesce, un menu con l’ambizione di far gioire i sensi.

I nostri antenati, sin dall’antica Roma e dalla misteriosa Etruria che ci ospita, ci insegnano come il buon cibo, il sesso e “l’otium” fossero il nettare per l’elevazione della vita.

Il Me ha nei suoi propositi quello di rappresentare il luogo ideale per i suoi soci per elevare il corpo e l’animo gioendo del buono e del bello, in una cornice rilassante che isoli dai ritmi frenetici del quotidiano.

Il vernissage cena saranno riservati ai soci ARCI, la tessera potrà essere fatta in loco, è necessaria la prenotazione e il limite dei partecipanti sarà di 20 persone. Venerdì 17 luglio 2020 alle ore 21. Per maggiori informazioni e prenotazioni rivolgersi ad Andrea 3455592454.

Centro d’Arte Me, via Giuseppe Mazzini 1 – Oriolo Romano, Viterbo.