Otto eventi dedicati alla dislessia e tutti di successo in appena tre mesi. Questo il bilancio della presentazione-formazione del libro di Fiorenzo Mascagna “Dislessia per compagna” sponsorizzato dalla regione Lazio e edito dall’Associazione Itinerart- cultura.

 

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Chiediamo all’artista e formatore dell’associazione come è nata questa idea.

F. M. Mi sono guardato intorno ed ho visto tanti genitori con ragazzi dislessici preoccupati per lo scarso rendimento scolastico dei loro figli, allora, da dislessico consapevole, mi sono chiesto se potevo fare qualcosa per alleviare questa loro eccessiva preoccupazione. Scrivere un libro sull’argomento poteva essere un’idea ma non sarebbe comunque bastato, perché di dislessia se ne deve soprattutto parlare a voce. È nata così l’idea di dar vita a degli incontri con insegnanti e genitori che avessero come estensione l’omaggio del libro.

OT. Di dislessia se ne parla soprattutto in questi ultimi anni. C’è un forte incremento di casi, stando almeno al numero crescente delle certificazioni. Il tuo libro come si inserisce nel contesto scolastico?

F M. Come ho già detto, il libro è una estensione al discorso. Comunque la sola esperienza diretta non sarebbe bastata. Mi è stato d’aiuto l’aver insegnato teoria della percezione e Psicologia della forma, perché la dislessia ha origine dalla visione. Il primo sasso cade da lì, poi si porta appresso gli altri in termini di disorientamento e perdita di autostima. Ho avuto la possibilità di sottoporre questo progetto di incontri e laboratori didattici alla regione Lazio che ha sostenuto economicamente l’iniziativa. Ho potuto in questo modo regalare a insegnanti e genitori la pubblicazione “Dislessia per compagna”

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O T. Dunque l’iniziativa ha avuto come naturale bacino d’utenza la scuola. Quale tipo di risposta ha ricevuto il progetto da parte degli insegnanti?

F M. Non si è trattato unicamente di scuola. Gli insegnanti sono stati coinvolti anche quando gli incontri si sono svolti presso le sale consiliari e nelle biblioteche. Devo dire di aver incontrato dirigenti scolastici meravigliosi che hanno preso a cuore e sostenuto l’iniziativa. Un ringraziamento particolare va alla Dirigente dell’Istituto omnicomprensivo Leonardo da Vinci di Acquapendente Luciana Billi e Simonetta Pachella Dirigente dell’Orioli di Viterbo. Ritengo che siano state gettate basi solide per un lavoro futuro in termini di costruzione di veri e propri laboratori didattici.

O T. Otto eventi nell’arco di tre mesi non sono pochi. Che tipo di bilancio ne è scaturito? Ci sarà la possibilità per altre scuole di accedere al progetto?

F M. Il progetto resta aperto. Devo dire che le richieste sono arrivate senza dover inviare alcuna comunicazione. L’adesione agli incontri, promossi da Itinerart cultura e tenuti dal sottoscritto, è stata spontanea, com’è spontaneo il passaparola quando c’è interesse nei confronti di un argomento. Certamente la curiosità è stata sentir parlare un dislessico di dislessia. Mi sono occupato delle strategie possibili che possono aiutare la convivenza con la dislessia. Credo che gli insegnanti abbiamo bisogno di sapere come comportarsi e non della burocrazia legata alle certificazioni.

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O T. Durante questi incontri sono emerse necessità da parte di insegnanti e genitori con ragazzi dislessici? Probabilmente un unico incontro sul tema può non essere stato sufficiente per chiarire i molteplici aspetti che la dislessia si porta appresso. Ci saranno passi successivi?

F M. Anche parlarne per un mese di fila non sarebbe sufficiente, perché in effetti l’argomento è ampio e complesso. Gli incontri hanno avuto come denominatore comune la concretezza, quindi ho dato la mia disponibilità a sviluppare in termini di laboratorio didattico il programma che durante gli incontri è emerso. Potrà essere fatto a scuola o direttamente nello spazio Itinerart di via Sant’Egidio 11 già attrezzato per accogliere ragazzi e insegnanti.

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