Proseguono gli appuntamenti nello splendido Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino, riaperto, dopo anni di chiusura, dalla Regione Lazio e gestito dalla società regionale LAZIOcrea che ne cura gli eventi con il sostegno di associazioni territoriali. Per celebrare Dante Alighieri e i sette secoli passati dalla sua morte, sabato 21 agosto alle 18.00, Ettore Vellutini presenterà “L’ ordine dei Templari nell’ immaginario dantesco”. Più di un indizio nella Divina Commedia, pone l’opera in relazione con le vicende che interessarono negli anni della stesura del poema i Templari stessi i quali furono messi di fatto sotto processo dal 13 ottobre 1307 al 2 maggio 1312.. Una linea sottile collega l’opera dantesca alle vicende e alla caduta dell’ordine del Tempio, molto si è detto in proposito e molto si è scritto. Nel tempo la questione di un presunto collegamento tra Dante e i Templari ha addirittura assunto le tinte del mistero. Davvero Dante apparteneva a una filiazione templare? Era davvero a Parigi il giorno del rogo del gran maestro dell’Ordine del Tempio? Attraverso un viaggio alla ricerca delle tracce e dei fatti che hanno colpito profondamente l’immaginario del sommo poeta, proveremo a dare una risposta ad un enigma che affascina da secoli gli studiosi di ogni epoca.

Il ‘viaggo’ risulterà tanto più affascinante se si tiene conto anche della Viterbo Templare e secreta. Pochi sanno, infatti,  che il celeberrimo incipit della Divina Commedia: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” deve probabilmente il suo concepimento alla profonda impressione che suscitò in Dante la vista della inestricabile Selva Cimina (dei Monti Cimini) che il poeta ebbe probabilmente occasione di visitare quando, esiliato tra il 1300 ed il 1301, e iniziando a scrivere la Divina Commedia (e quindi la Cantica dell’Inferno che inizia con i versi della “selva oscura”) decise di compiere il Giubileo indetto da Bonifacio VIII per il 1300 a Roma, passando necessariamente per la “Città dei pellegrini”, Viterbo, e rimanendo certamente colpito dalla natura che circondava le mura viterbesi. Una selva oscura, impraticabile e spaventosa, quella cimina, che finì per coincidere metaforicamente, nella mente di Dante, con uno dei periodi più bui della sua vita personale, divenendo addirittura “il preambolo della discesa agli inferi”.

La sera di domenica 22 agosto, invece, sarà dedicata alle stelle, guidati da Paolo Colona, esperto astrofilo e docente dell’Accademia delle Stelle, ognuno potrà portare il proprio telescopio e utilizzarlo “Sotto le stelle” con consulenza e aiuto nel montaggio, per un  percorso conoscitivo della volta celeste: stelle, costellazioni e pianeti non avranno più segreti.