ACQUAPENDENTE – Il C.I.S.Sa.S., Centro Internazionale di Studi sul Santo Sepolcro, ha tra gli obiettivi del suo atto costitutivo quello di «promuovere gli studi storici sulle origini e la trasmissione del culto del Santo Sepolcro di Gerusalemme al di fuori della Terra Santa e la sua diffusione in ambito religioso, artistico, architettonico, senza limiti cronologici, geografici e disciplinari» (art. 3 atto costitutivo).

 

Nell’ottemperare a questa sua finalità, il C.I.S.Sa.S. organizza il IV Convegno di Studi, dedicandolo a Tempo, Modello, Misura. La riproduzione del Santo Sepolcro nell’Occidente medievale, a cura del Presidente del Centro Studi, Renzo Chiovelli. I convegni del C.I.S.Sa.S. sono iniziati nel 2012, con Il sacello della cattedrale di Acquapendente. Tra Canterbury e Roma, la copia più antica del Santo Sepolcro, in cui il confronto tra studiosi italiani e stranieri mirava a fare luce, mediante nuove ricerche, sulle origini e le vicissitudini storiche della basilica e, in particolare, dell’edicola aquesiana del Santo Sepolcro, pervenendo all’opinione, ormai condivisa da tutti i maggiori studiosi dell’argomento, che quella aquesiana possa essere ritenuta la più antica copia rimasta dell’originario sacello gerosolimitano. Nel corso del II convegno, tenutosi nel 2013, l’attenzione veniva spostata su Le cripte del Santo Sepolcro di Acquapendente e del Santissimo Salvatore al Monte Amiata nell’ambito delle cripte ad oratorium della Tuscia. Il modello di cripta romanica a navate, portato nel territorio dal monumentale esempio dell’abbazia amiatina e diffusosi nel corso del XII secolo in tutta la Tuscia, era infatti stato adottato anche nel caso della ricostruzione della basilica di Acquapendente (1149), come prezioso scrigno dell’originario sacello del X secolo.

 

Il III convegno di studi, tenutosi nel 2014, affrontando il tema de Le copie del Santo Sepolcro in Italia, è partito da come sia da ritenere diverso il concetto di copia che vigeva nel Medioevo rispetto a quello odierno, come esso possa essere cambiato sia nel corso del tempo e sia nello spazio, quali significati possano assumere i termini di ‘copia’, ‘mimesi’, ‘imitatio’, ‘modello’, ‘rappresentazione’, ecc. Sono seguite le esposizioni dei più avanzati studi sulle principali copie che, dall’alto Medioevo sino alla prima età moderna, sono state erette nella penisola italiana. Le due sezioni di questo IV convegno, dedicato a Tempo, Modello, Misura. La riproduzione del Santo Sepolcro nell’Occidente medievale, affronteranno il tema delle influenze che il Santo Sepolcro di Gerusalemme ha esercitato, sotto molteplici punti di vista, sulle copie di edicole, chiese e ‘rotonde’ dell’Occidente medievale, oltre a presentare i consueti aggiornamenti circa i rilievi, le analisi e gli studi che si continuano a condurre sull’antica copia di Acquapendente.

 

Tra i relatori italiani e stranieri che parteciperanno al IV convegno figurano Maria Losito, recente autrice di un volume sull’Anastasis del Santo Sepolcro e le sue copie; Reinhard Rupert Metzner della Humboldt-Universität di Berlino, che ha approfondito i rapporti politici e religiosi della copia aquesiana con l’Impero e la Chiesa; Antonio Cassanelli, segretario del Centro Diocesano di Sindonologia «Giulio Ricci» di Roma, che ricorderà, nel ventennale della scomparsa, come l’illustre sindonologo mons. Giulio Ricci abbia mosso le sue prime ricerche sulla sindone proprio quando era arciprete del Santo Sepolcro di Acquapendente; inoltre le relazioni dei membri del CISSaS, Renzo Chiovelli, Sandra Pifferi e Annalisa Ruggeri, illustreranno le influenze che le microarchitetture del Santo Sepolcro hanno esercitato sulle reali copie architettoniche, oltre allo studio dei proporzionamenti, dei rapporti metrologici e delle derivazioni dagli aspetti liturgici e sensoriali che possono aver influito sulla elaborazione della copia aquesiana. Al termine del convegno, verranno presentati gli atti del I° Convegno Internazionale di Studi sul Santo Sepolcro: Il sacello della cattedrale di Acquapendente. Tra Canterbury e Roma, la copia più antica del Santo Sepolcro, a cura di Renzo Chiovelli, Acquapendente, CISSaS, 2014, con contributi di Fernando Bilancia, Renzo Chiovelli, Mordechay Levy, Sandra Pifferi, Caterina Zannella. Presenteranno gli atti Daniela Esposito, Direttore della “Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio” della “Sapienza” Università di Roma; Alberto Satolli, Presidente ISAO Istituto Storico Artistico Orvietano e Raffaele Davanzo, dell’ISAO.

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